Calcio Internazionale

Il decennio del Manchester City

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Dal 2011 al 2021, secondo un report della FIFA, nessun club ha tenuto in piedi il calcomercato internazionale quanto quello finanziato dagli Emirati Arabi. Ma al di là dei luoghi comuni, e del fatto che il City la Champions non l'abbia ancora vinta, c'è una classe medio-altra che è cresciuta...

Negli ultimi dieci anni di calciomercato, dal 2011 al 2021, in tutto il mondo sono stati spesi per i trasferimenti 48,5 miliardi di dollari: cifra che si riferisce soltanto all’acquisto di contratti o di quelli che una volta chiamavamo cartellini, non certo agli ingaggi. Trasferimenti che hanno riguardato un totale di 66.789 giocatori e che ha generato per gli agenti commissioni nell’ordine di 3,5 miliardi. Tutte cifre ufficiali, quelle contenute nel report della FIFA, Ten Years of international transfers, diffuso qualche giorno fa. Cifre quindi inferiori alla realtà di tanti movimenti ma comunque interessanti per seguire le tendenze dello sport più seguito al mondo.

La prima tendenza è una conferma: i primi 30 club per spese di calciomercato sono tutti e 30 europei: 12 inglesi, 5 italiani, (Juventus nona, Inter dodicesima, Roma quindicesima, Napoli dicottesimo e Milan diciannovesimo) 5 spagnoli, 3 tedeschi, 2 francesi, 2 portoghesi e uno russo. Questi 30 superclub hanno speso per trasferimenti 22,8 miliardi di dollari, il che significa che il 47% del mercato dipende da loro: se questi 30 sparissero dalla sera alla mattina (o formassero una supelega…) , il calciomercato in tutto il mondo varrebbe la metà. E tutto il sistema crollerebbe, con buona pace di chi ogni mese gli sottrae gratis giocatori per competizioni il cui calendario si potrebbe organizzare meglio.

La squadra che nell’ultimo decennio ha speso di più per comprare giocatori è il Manchester City, con il top raggiunto per De Bruyne (83,6 milioni al Wolfsburg) e una serie di operazioni di livello medio alto che fa impressione. Il City è anche il club del mondo che ha mandato il maggior numero di giocatori in prestito, la bellezza di 232, il che significa che sommandoli ai 25 ogni anno in rosa e ad altre situazioni questo club ogni anno si è ritrovato a controllare una media di 50 giocatori. Un numero quasi da football NFL…

La seconda grande tendenza è che, a dispetto dei luoghi comuni, il numero delle squadre in grado di spendere soldi veri (magari rovinandosi, ma è un altro discorso) si è più che triplicato: nel 2011 erano 9 i club che avevano speso più di 50 milioni, adesso sono diventati 28. La Champions League e altre situazioni hanno quindi fatto crescere una classe medio-alta, che non potrà magari spendere come City o PSG ma che comunque è in grado di tenere in piedi il mercato.

Fra le tante cifre fornite dalla FIFA, tutte da contestualizzare, colpiscono quelle di chi da tutto questo viavai ci guadagna. Insomma, i club che in questo decennio hanno avuto un bilancio, per quanto riguarda il calciomercato, clamorosamente positivo. Ecco, sono tutti portoghesi. In testa alla classifica Sporting Lisbona, Benfica e Porto, con l’Ajax soltanto quarto… in un decennio il Portogallo, comprendendo quindi anche altre squadre ha avuto un saldo attivo di quasi 3 miliardi (ripetiamo, miliardi di dollari). Merito solo di Jorge Mendes? Bravi loro, anche perché poi nella media hanno sul campo fatto sempre figure dignitose.