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Donnarumma sulla strada di Jascin© APS

Donnarumma sulla strada di Jascin

L'Europeo vinto da protagonista con l'Italia e la firma con il Paris Saint-Germain hanno proiettato il ventiduenne portiere in una nuova dimensione: certo per il Pallone d'Oro è favorito Messi, comunque fa già impressione parlarne. Ma come fece il fuoriclasse sovietico ad essere premiato?

Stefano Olivari

17 luglio

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La vittoria a Euro 2020 da protagonista assoluto, e non soltanto perché contro Spagna e Inghilterra l’Italia ha vinto ai rigori, e la firma ufficiale con il Paris Saint-Germain hanno proiettato Gigio Donnarumma in una nuova dimensione internazionale. Non è che sia un portiere migliore rispetto a due mesi fa, ma certo è che oggi i 12 milioni di euro netti a stagione fino al 2026 sembrano persino pochi, per gli standard del PSG. Insomma, Donnarumma ha lasciato il Milan soprattutto per diventare una stella mondiale, anche dal punto di vista mediatico, e la realtà è andata al di là delle sue aspettative. Insomma, anche questa volta Mino Raiola aveva visto giusto e la differenza non l'ha fatta qual milione in più o in meno. 

Al punto che il ventiduenne nato a Castellammare di Stabia è entrato nelle quote offerte dai bookmaker per il Pallone d’Oro 2021. Di più: è addirittura il secondo favorito, pagato 6 volte la posta, dietro al favoritissimo Leo Messi anche lui spinto da una vittoria continentale ma con dietro un marketing maggiore, un passato straordinario, e il non trascurabile dettaglio che segnare i gol porta più immagine che evitarli. Comunque dietro a Donnarumma, per il Pallone d’Oro 2021, ci sono Kante pagato a 7,00 e Lewandowski a quota 8. Curiosamente è difficile trovare una quota per Jorginho, inserito nella categoria ‘Altri’ e quindi a 4,50.

L’unico portiere ad avere mai vinto il Pallone d’Oro è stato Lev Jascin, nel 1963 (quell’anno, con la prima Coppa dei Campioni del Milan, Rivera fu secondo) e sul podio ce ne sono stati pochissimi altri: Zoff e Buffon secondi nel 1973 e nel 2006, Viktor, Kahn due volte e Neuer terzi nel 1976, 2001, 2002 e 2014. Basta. Considerando l’importanza del ruolo e quante vittorie abbiano spostato grandi portieri, 6 portieri in 65 anni sono davvero quasi niente. Casillas, Cech, Schmeichel padre, Maier, Banks, Courtois, Alisson e chissà quanti ne dimentichiamo... Senza la Coppa America di Messi e senza la sua ri-firma con il Barcellona forse Donnarumma avrebbe avuto vere chance di vittoria, ma è probabile che debba attendere ancora. A questo punto ci chiediamo: come fece Jascin a vincere nel 1963, in un anno senza Europei o Mondiali e con la scarsa visibilità che dava lo sport sovietico?

La curiosità è che nel 1963 Jascin in patria veniva considerato finito. La stampa, immaginiamo di regime perché non poteva essercene altra, lo aveva giudicato il principale colpevole dell'occasione mancata al Mondiale in Cile, quando l'URSS campione d'Europa era stata eliminata dai padroni di casa nei quarti di final. Sobillati da questi articoli, per settimane gruppi di invasati aspettarono Jascin sotto casa per insultarlo ed incredibilmente nessun poliziotto e nessun dirigente federale intervennero per difendere questa gloria dello sport sovietico, trascinatore verso l'oro ai Giochi Olimpici di Melbourne 1956 ed all'Europeo 1960. Jascin meditò davvero il ritiro, a 33 anni, poi andò avanti con la Dinamo Mosca più per mancanza di alternative che per passione.

Il Pallone d'Oro lo vinse di fatto il 23 ottobre del 1963, quando a Wembley giocò una delle partite fra Inghilterra e Resto del Mondo che ai tempi davano molta immagine: questa fra l'altro era per celebrare il centenario della Football Association. Selezionatore del Resto del Mondo era Fernando Riera, cioè l'allenatore del Cile che l'anno prima aveva buttato l'Unione Sovietica fuori dal Mondiale (Riera fu ispiratore di molti tecnici, Manuel Pellegrini su tutti). Evidentemente non pensava che il portiere dell'URSS fosse colpevole... L'Inghilterra di Ramsey era molto in embrione quelle che avrebbe vinto il Mondiale tre anni dopo, il Resto del Mondo aveva nomi semplicemente pazzeschi: Djalma Santos, Masopust, Kopa, Di Stefano, Eusebio Gento.... E Puskas fra le riserve, oltre a Jascin in porta.

Il quale giocò soltanto nel primo tempo e fece alcune parate straordinarie, prima di essere sostituito nell'intervallo dallo jugoslavo Soskic. Qualche parata in amichevole fu quindi sufficiente per vincere il Pallone d'Oro 1963, perché quella fu una delle poche partite dell'anno viste da una platea di giornalisti internazionali. E così Rivera dovette aspettare altri sei anni, mentre quel Pallone d'Oro in pratica alla carriera avrebbe dato a Jascin una seconda giovinezza: nel 1966 sarebbe stato considerato il miglior portiere del Mondiale. Ai tempi di Donnarumma tutti hanno la possibilità di vedere tutto, ma ci sembra che l'immagine ed il passato contino ancora tanto. 

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