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Il ciclo di Diego Simeone

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L'allenatore argentino è il personaggio fondamentale dell'Atletico Madrid dell'era moderna, visto che tutti e tre i titoli spagnoli degli ultimi 40 anni hanno avuto lui come protagonista....

L’Atletico Madrid ha vinto la seconda Liga del grande ciclo con Diego Simeone allenatore, dopo i drammatici incroci e colpi di scena della partita con il Valladolid e di quella del Real Madrid contro il Villarreal. È l’undicesima volta in cui l’Atletico Madrid è campione di Spagna, ma è significativo che negli ultimi 40 anni questa impresa sia riuscita soltanto tre volte e tutte e tre con Simeone protagonista. E non c'è bisogno di spiegare il perché, vista la dimensione mostruosa (come i debiti), in ogni senso, di Real Madrid e Barcellona.

La prima volta nel 1995-96, con allenatore Radomir Antic: era la squadra di Caminero, Molina, Solozabal, Vizcaino e Pantic, che contava sui gol di Kiko e soprattutto di Penev, e che aveva Simeone come leader in campo. Non esattamente un dream team, come del resto non lo è l’Atletico di adesso pur avendo grazie alla Champions League giocata con continuità uno status ben diverso da quello degli anni Novanta, al di là dei soldi di Gil. Il secondo trionfo dell’Atletico nell’era moderna è quello nella stagione 2013-14. Una squadra che aveva come colonne Courtois, Miranda, Godin, Koke, Gabi, Arda Turan, a supporto di attaccanti come David Villa e Diego Costa.

Il terzo è storia di oggi e si può tranquillamente dire che quello di Simeone sia uno dei più grandi cicli nella storia del calcio europeo (da considerare anche le due Europa League, le finali di Champions League e tutto il resto), rapportato anche alle difficoltà che ci sono oggi nell’avere allenatori che vadano oltre i due o tre anni di permanenza, anche nel caso vincano o raggiungano gli obbiettivi. Quando il 23 dicembre del 2011 Simeone fu chiamato al posto di Gregorio Manzano aveva sì il bonus di ex campione amatissimo dai tifosi Colchoneros ma come allenatore tutt’altro che l’aura del predestinato anche se aveva fatto bene con Racing, Estudiante e River Plate, male con il San Lorenzo e di nuovo bene nei pochi mesi a Catania in sostituzione di Giampaolo.

Nonostante il luogo comune che lo accompagna, legato ad alcune edizioni dell’Atletico da 4-4-2 blindato, Simeone è un allenatore molto flessibile sia nel preparare le partite sia nel modificare le sue idee a partita in corso. E in questo senso forse quest’anno, che ha avuto in Suarez l’uomo copertina, ha dato il meglio con un’alternanza di moduli da mal di testa fino ad un approdo abbastanza continuo alla difesa a tre. È proprio questa sua caratteristica, la flessibilità, che lo renderebbe adatto anche ad altri contesti di alto livello. Ma perché dovrebbe lasciare casa sua? L'Atletico Madrid la sua Champions League la vuole vincere con Simeone, e viceversa.