Calcio Internazionale

Mondiale televisivo, ritorno al 1978

© Getty Images for Supreme Committee 2022

La RAI si è aggiudicata i diritti di trasmissione per tutte le partite di Qatar 2022. Rendendo possibile una situazione simile all'edizione argentina...

Vedremo il Mondiale 2022 sulla RAI, con o senza l’Italia di Mancini visto che la qualificazione alla fase finale del torneo è ancora da conquistare. L'emittente di Stato infatti si è aggiudicata i diritti radiotelevisivi e digitali di tutte le 64 partite del torneo che si giocherà in Qatar dal 21 novembre al 18 dicembre dell’anno prossimo, pagando una cifra intorno ai 170 milioni di euro. Questo non le impedisce in teoria di rivendere alcune partite ad altri operatori, tipo Amazon, ma al momento è comunque significativo che la competizione sportiva più importante del pianeta torni totalmente alla RAI, cosa che non avveniva dal’edizione 2002. Senza dimenticare che nel 2018 tutto il torneo andò in onda sulle reti Mediaset, che per il torneo in Russia pagò, vista l'assenza dell'Italia, circa la metà dei citati 170 milioni...

Ma quante partite dei vari Mondiali hanno mai realmente potuto vedere gli italiani? La storia parte ovviamente da Svizzera 1954, visto che il 1954 è stato il primo anno ufficiale della televisione italiana anche se già negli anni precedenti c’erano state trasmissioni, anche sportive e anche in diretta. Nella giornata di apertura del Mondiale, il 16 giugno, il nostro unico canale trasmise in diretta alle 17.50 una delle quattro partite di quel giorno, Jugoslavia-Francia (1-0, gol di Milos Milutinovic, uno dei fratelli di Bora). Il giorno dopo la diretta toccò alla partita persa 2-1 dall’Italia contro la Svizzera (per gli azzurri di Lajos Czeizler segnò Boniperti) e si andò avanti così, massimo una partita al giorno, fino alla leggendaria finale vinta dalla Germania Ovesta sulla Grande Ungheria.

Nonostante i miglioramenti tecnologici, la diffusione dei televisori nella case italiane (durante il Mondiale 1954 non più di 60.000, anche se alla fine di quell’anno ci fu un boom di acquisti) e la nascita di un secondo canale RAI, nel 1961, gli italiani non avrebbero potuto vedere molte più partite in diretta nemmeno nelle edizioni successive: anzi, nell’edizione di Cile 1962 di dirette ce ne sarebbero state zero, anche per le partite dell’Italia. E lo stesso Mondiale di Messico 1970, che passa per essere stata un’edizione ‘moderna’, le partite viste in diretta in Italia furono in totale 11 su 32, in parte anche per il calendario folle: quarti tutti alla stessa ora, così come le due semifinali.

Molto meglio sarebbe andata nel 1974, quando si riuscì a vedere tutto in diretta, fra primo e secondo canale, tranne alcune partite in contemporanea di cui fu proposta la sintesi differita. Solo da Argentina '78 i più motivati fra gli italiani avrebbero potuto vedere, in diretta o in differita, tutte le partite delle varie edizioni. Ad esempio Brasile-Svezia fu data in diretta sulla Rete 1 alle 18.45, ora italiana, e la contemporanea Austria-Spagna si vide in sintesi quella sera stessa e in versione integrale il giorno seguente. Da lì in poi è in pratica storia di oggi, con la svolta del 2006 quando molte partite (39 su 64) andarono in esclusiva, criptata, su Sky e quindi in molti insorsero pensano che la diretta gratuita di tutto il Mondiale fosse una sorta di diritto acquisito. Ma niente e per sempre e la storia, non solo televisiva, del Mondiale lo insegna.