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La fine di Blatter© PA

La fine di Blatter

L'ex presidente della FIFA è stato squalificato per ulteriori sei anni, che sconterà a partire da ottobre. Un accanimento magari giustificato, ma in questo momento sospetto...

Stefano Olivari

24 marzo

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Sepp Blatter non tornerà tanto presto nel calcio, visto che il Comitato Etico della FIFA lo ha squalificato per ulteriori sei anni: la vecchia squalifica (otto anni, poi ridotti a sei) sarebbe scaduta il prossimo ottobre e quindi l'ex presidente della FIFA, che dovrà anche pagare una multa di un milione di franchi, sarà fuori dai giochi almeno fino al 2027, quando avrà 91 anni. Motivo di questa nuova squalifica imprecisati bonus che Blatter e gli altri squalificati (l'ex segretario generale della FIFA, Valcke, l'ex vicepresidente, il defunto Grondona, e l'ex direttore finanziario Kattner) si sarebbero nella sostanza autoassegnati nel corro degli anni, in mezzo alla solita commistione fra spese aziendali e spese personali: in totale per la FIFA una danno quantificabile intorno ai 20 milioni di euro. 

Questi pagamenti riguardano le assegnazioni della Coppa del Mondo al Sudafrica, 2010, e al Brasile, 2014, non quelle delle edizioni successive che a Blatter sono costate la dichiarazione di guerra degli Stati Uniti. Con il paradosso che Blatter tutto voleva tranne che il Mondiale in Qatar nel 2022, ma questo alla giustizia americana e all'FBI è interessato poco. Ovviamente Blatter, che non sta vivendo un gran periodo (a dicembre ha subito un'operazione al cuore), l'ha presa male ed ha accusato il Comitato Etico di essere nient'altro che il braccio del presidente della FIFA Gianni Infantino. Che è stato messo nel mirino anche da Michel Platini, che ritiene di essere stato vittima di un complotto per bloccare la sua ascesa alla presidenza della FIFA. Storie in cui questioni politiche si mescolano a rancori e segreti personali, visto che Platini ha avuto un passarto da delfino di Blatter ed Infantino ne ha avuto uno ancora più forte da collaboratore di Platini.

In ogni caso stupisce questo accanimento, è come se la FIFA volesse ribadire che per 17 anni (Blatter subentrò ad Havelange prima del Mondiale 1998 ed è durato fino al 2015, senza contare i suoi precedenti 23 anni alla FIFA) la sua gestione è stata in mano a corrotti. Proprio tutti, dal vertice fino alle singole federazioni e confederazioni (la CONCACAF la peggiore, per distacco), passando per i numerosi vicepresidenti e i componenti delle varie commissioni che hanno arricchito l'economia di Zurigo ma che certo non hanno fatto il bene del calcio. Anche se la vera natura della corruzione non risiede nella disonestà dei singoli, ma in un sistema in cui il voto dell'isoletta dove nemmeno c'è un campionato vale come quello di Germania, Italia e Brasile. Dal 2026 Mondiale a 48 squadre, ma non è fantacalcio pensare già a quello da 64. Con o senza bonus. 

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