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Il Mondiale di Ibrahimovic

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Il quasi quarantenne attaccante del Milan ha accettato la convocazione nella Svezia, che aveva abbandonato nel 2016. Ed il suo obiettivo è chiaro...

Zlatan Ibrahimovic torna a giocare con la Svezia, a quasi 40 anni di età e a quasi 5 dalla sua ultima apparizione indossando una maglia con cui ha disputato tre Mondiali, 2002 e 2006, e quattro Europei, segnando 62 gol in 116 partite. "Il ritorno di Dio", ha commentato lo stesso Ibrahimovic giocando come al solito con il personaggio che si sta costruendo per il post-calcio, simile a quello sanremese. "È il miglior giocatore svedese e la sua esperienza ci serve", ha commentato Janne Andersson. Che non è mai stato un grande fan di Ibrahimovic, il quale oltretutto lo aveva criticato per i pochi convocati figli di immigrati (come Ibra). Del resto mai lo aveva incrociato prima del recente incontro avvenuto a Milano, visto che Andersson è diventato commissario tecnico svedese dopo Euro 2016 e dopo l'addio, a questo punto rientrato, di Ibrahimovic alla nazionale per concentrarsi sul suo club, essendo appena ingaggiato dal Manchester United dopo 4 stagioni al PSG.

Più concretamente Ibrahimovic, che già di base pensa di avere compagni di Serie B, considerava quella Svezia una squadra di Serie C, con cui non sarebbe mai riuscito a togliersi alcuna soddisfazione. Riserva poco giocante al Mondiale 2002, bravo a Euro 2004 (famoso il suo gol dell'1-1 in acrobazia, contro l'Italia di Trapattoni) anche se nei quarti un suo rigore sbagliato nella serie finale contro l'Olanda fu decisivo per l'eliminazione, titolare ma senza gol al Mondiale 2006, altra uscita negli ottavi come 4 anni prima, leader delle squadre eliminate già nella fase a gruppi nei successivi tre Europei. Leader senza quasi mai brillare e offrendo argomenti a chi l'ha sempre considerato uno decisivo nei campionati ma poco adatto alle grandi partite internazionali senza domani, anche senza bisogno di ricordare la Champions mai vinta con Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, PSG e United, non esattamente squadrette.

Di certo la Svezia di Andersson, dopo essersi qualificata buttando fuori l'Italia di Ventura, non ha avuto Ibrahimovic fra i suoi primi tifosi durante il Mondiale in Russia, arrivando a giocarsi i quarti di finale contro l'Inghilterra. Chissà cosa avrebbe fatto con lui, da poco passato ai Los Angeles Galaxy. Sembrava comunque un Ibrahimovic al capolinea, nessuno avrebbe scommesso su un suo futuro nel calcio vero. Eppure la sua importanza nelle due ottime mezze stagioni del Milan di Pioli è indubbia, pur avendo giocato soltanto la metà delle partite, fra infortuni musicolari e Covid. Adesso l'Europeo (la Svezia è nel girone di Spagna, Slovacchia e Polonia), ma soprattutto l'orizzonte del Mondiale in Qatar: nel calcio delle cinque sostituzioni si può sognare anche a 41 anni, soprattutto se sei Ibrahimovic. Perché l'attualità del calcio è una cosa, la storia un'altra. Visto che nessuno pensa ad una Svezia campione del mondo, sarebbe in ogni caso un bellissimo mood di salutare.