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L'anno orribile del Barcellona© AFPS

L'anno orribile del Barcellona

Il periodo più nero dei blaugrana ha sommato disgrazie sportive a situazioni come quella che ha portato all'arresto dell'ex presidente Bartomeu. Il suo successore dovrà decidere cosa fare con Messi...

Stefano Olivari

3 marzo

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Il Barcellona sta vivendo il suo anno peggiore dai tempi di Frank Rijkaard, che nel 2007-2008 non vinse nemmeno un trofeo e nella Liga marciava ad una media punti paragonabile a quella di oggi. Di sicuro il 2019-2020 si è chiuso, con Setien in panchina, senza festeggiare una sola coppetta e non è che con Koeman, che pure a tratti sta mostrando un bion calcio, le cose siano migliorate troppo. Ma per l'immagine il peggio, in attesa di capire il futuro di un Messi in scadenza di contratto, è stato l'altroieri l'arresto del'ex presidente (lo è stato fino allo scorso 27 ottobre) Josep Maria Bartomeu.

Lui e altri tre dirigenti sono accusati di corruzione ma anche di essere stati dietro al cosiddetto Barcagate. In sostanza Bartomeu avrebbe fatto pagare una società esterna al Barcellona, la I3 Ventures, per diffamare sul web ed in generale sui media suoi rivali all'interno del club come l'ex presidente Joan Laporta e Joan Font, ma soprattutto giocatori come Messi e Piqué, per indurli ad andarsene. La notizia arriva in una settimana in cui il Barcellona si gioca la semifinale di Copa del Rey, mercoledì contro il Siviglia, ed eleggerà il nuovo presidente, domenica. Sul club grava un debito lordo di 1,2 miliardi di euro, 488 milioni netti, e non c'è bisogno di grandi analisi finanziarie per capire da dove sia nato, al di là del'anno Covid che ha tolto i ricavi da stadio a tutti. Dal 2017, cioè da quando furono incassati 222 milioni dal PSG per Neymar, il Barcellona ha speso cifre incredibili per giocatori soltanto buoni o direttamente per mezzi giocatori: in mezzo a investimenti importanti come De Jong e Griezmann, anche tante operazioni strampalate, fra cui spiccano i 160 milioni, ingaggio escluso, spesi per Coutinho e i 145 milioni per Dembelé. La gestione del finale di carriera di Messi, che comunque ha 33 anni, è stata la peggiore possibile.

Ma cosa succederà adesso? Si cercherà la rimonta con il Siviglia (all'andata la squadra allenata da Lopetegui ha vinto 2-0), poi saranno problemi del nuovo presidente: uno fra Laporta (presidente dal 2003 al 2010), Font e Toni Freixa, con Laporta netto favorito. Di fatto fuori dalla Champions League, dopo il disastro con il PSG, sconfitti in finale di Supercoppa dall'Athletic Bilbao, quasi impossibile la rimonta su un Atletico Madrid che sta volando, anche con i gol di Suarez (il modo in cui è stato ceduto, più che la sostanza, è un'altra colpa di Bartomeu). E poi ci sarà da ricostruire un rapporto con Piqué e Messi, comunque amatissimi dalla gente, anche se la convenienza del club potrebbe essere quella di lasciarli al loro destino liberandosi, soprattutto nel caso di Messi, di un ingaggio che vale più dell'intero monte ingaggi di molte squadre che sono negli ottavi di Champions League (tipo l'Atalanta, per non andare lontani). Certo è che per la prima volta dopo tanti anni il Barcellona non ha veri obbiettivi da per cui lottare. 13 anni fa Guardiola arrivò in un contesto già di qualità altissima, adesso i problemi sono più profondi. 

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