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Il ritorno di Gareth Bale

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Il gallese ha dato i suoi primi veri segni di vita a quattro mesi dall'inizio della sua seconda avventura al Tottenham. E con lui in condizioni decenti Mourinho può ancora sognare la Champions...

Gareth Bale è ancora qualcosa di simile al Gareth Bale conosciuto in tutto il mondo? La sua performance nel 4-0 del Tottenham al Burnley, due gol (il primo un tocco sottoporta su assist di Son, il secondo un gran sinistro su contropiede ispirato sempre da Son) e tanto altro, direbbe di sì. Di sicuro si è trattato della sua partita migliore da quando lo scorso ottobre è tornato in Premier League, dopo sette anni al Real Madrid e quattro Champions League alzate. Mourinho ha schierato Bale dall'inizio insieme a Kane, Son e Lucas Moura, e si può dire che molte delle speranze di Champions League degli Spurs siano legate a questo attacco di giocatori collaudati più che ai tanti mezzi giocatori arrivati negli ultimi anni, sotto la gestione Pochettino ma ormai anche sotto quella del portoghese.

Che a dire il vero si aspettava un Bale pronto già da qualche mese, per fare la differenza in una squadra dove troppi giocatori aspettano di essere trascinati (va detto che Mourinho era arrivato anche per questo, come testimoniato nel bellissimo 'All or Nothing' di Amazon). Una squadra fra l’altro in un periodo nerissimo, che prima della partita contro il Burnley aveva perso 5 partite di campionato su 6. Il Tottenham è attualmente 6 punti dietro al West Ham quarto, con però una partita in meno giocata ed un calendario più che buono, a partire dalle due partite di questa settimana contro Fulham e Crystal Palace.

Da ricordare che il gallese ormai trentunenne è tuttora formalmente del Real, che di fatto lo ha regalato al suo vecchio club pur di levare a Zidane un caso nello spogliatoio. Un Real che nel 2013 lo pagò al Tottenham l’equivalente di 100,8 milioni di euro, all’epoca record del mondo superando i 94 milioni pagati 4 anni prima dagli stessi spagnoli al Manchester United per Cristiano Ronaldo. In Spagna è stato un separato in casa per tutta la scorsa stagione, al punto di essere accostato ai club più improbabili (anche alla Jiangsu Suning, diciamo che ha fattro bene a non andarci...), ma lui come tutti i calciatori difesi da un megacontratto, il suo scade nel 2022, non è mai caduto in depressione.