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Trent'anni senza il Liverpool

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La squadra ora allenata da Klopp ha conquistato il suo diciannovesimo massimo campionato inglese, con il diciottesimo che risaliva alla stagione 1989-90. Un ritardo incredibile, considerando quanto nello stesso periodo i Reds hanno vinto...

Il Liverpool ha appena vinto il suo diciannovesimo massimo campionato inglese e la notizia è ovviamente che il diciottesimo risalga a 30 anni fa, stagione 1989-90, quando nemmeno esisteva la Premier League e i migliori club d’Inghilterra giocavano nella First Division, che oggi come denominazione corrisponde alla serie C. Altra cosa da sottolineare è che in questi tre decenni il Liverpool raramente ha avuto stagioni da nobile decaduta, anzi è spesso stato ai vertici inglesi: 3 vittorie in FA Cup, 4 in Coppa di Lega, 5 secondi posti e 4 terzi in campionato, due Champions League alzate (più 2 finali) e altro, fra cui una Coppa UEFA, un Mondiale per club e tre Supercoppe europee. Statistiche significative che dicono molto della vera forza del calcio inglese, con buona pace dei paesi che hanno campionati scritti in partenza e leghe che sdottorano sul ‘prodotto calcio’.

Il titolo stravinto dalla squadra di Klopp è anche un pretesto per ricordare cosa fosse l’antenata della Premier League nel 1989-90, ultima stagione di esclusione dalle coppe europee post Heysel. Nonostante ci fossero gli stranieri, come nel resto d’Europa, la First Division era come spirito molto più inglese di quanto la Serie A dell’epoca fosse italiana. Anche perché inglesi o comunque britannici erano i giocatori di riferimento anche nei grandi club, soprattutto nei ruoli offensivi. Fra i primi undici nella classifica marcatori vinta da Gary Lineker, appena arrivato al Tottenham dopo 3 anni al Barcellona, c’erano 8 inglesi (Lineker, Barnes, Dixon, LeTissier, Platt, Wallace, Hirst e Cottee), 2 gallesi (Rush e Hughes) e un nordirlandese (Wilson). Gli italiani nei primi 11 della Serie A di quella stagione, nella classifica marcatori vinta da Van Basten, davanti a Baggio e Maradona? Appunto Baggio, Schillaci, Agostini e Mancini.

Curiosamente, quel Liverpool, allenato da Kenny Dalglish, era fra le squadre meno inglesi e fra i titolari soltanto in cinque lo erano: Barnes, McMahon, Beardsley, Venison e Burrows. E di questi solo Barnes era un giocatore di prima fascia europea, anche se in nazionale ha fatto bene anche Beardsley. Fu la stagione dell’addio di John Aldridge, che giocò solo poche partite prima di andare alla Real Sociedad (oggi si direbbe che “era fuori dal progetto”), ma anche quella del rilancio di Ian Rush, tornato nel 1988 moralmente a pezzi dall’esperienza alla Juventus. Dalglish puntò sull’attacco Rush-Beardsley e i fatti gli avrebbero dato ragione. Per qualche mese la lotta fu con Arsenal, Aston Villa e Arsenal, con il Villa che rimase in scia fino quasi alla fine.

La nascita della Premier League, nel 1992, spiega solo in parte la fine della leadership, dire dominio sarebbe esagerato, in patria del Liverpool. Perché da allora hanno quasi sempre vinto 4 club, con le eccezioni di Blackburn Rovers (allenato da Dalglish) e del Leicester City di Ranieri. Considerando il trentennio e non solo l'ultimo periodo, una situazione non troppo diversa dall'Italia.