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Flick e l'ottavo Meisterschale consecutivo del Bayern

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Per l'ottava stagione consecutiva il Bayern Monaco si aggiudica la Bundesliga. Merito non solo di un ottimo Lewandowski, ma anche e sopratutto del tecnico Hans Dieter Flick, subentrato a Niko Kovac lo scorso Novembre, e capace di rivitalizzare la formazione bavarese in crisi di risultati.

Il nuovo tassello di un dominio che dura dalla stagione 2012/2013. Con la vittoria ottenuta di misura in trasferta sul campo del Werder Brema, il Bayern Monaco per l'ottava volta consecutiva (trentesima nella sua storia) si è laureato campione di Germania. Un risultato apparentemente scontato, visto l'innesto di alcuni giovani talenti come i due terzini titolari della Francia campione del mondo Pavard ed Hernandez, l'approdo di Coutinho, l'ingaggio di Perisic in un attacco che vedeva Robert Lewandowski il massimo punto di riferimento dopo che al termine della scorsa stagione la formazione bavarese aveva perso Franck Ribery (passato alla Fiorentina), Arjen Robben (ritirato) e James Rodriguez (tornato al Real Madrid).
Eppure così non è stato. Non sono mancati momenti difficili sopratutto nella prima fase della stagione, con la squadra che già prima che cominciasse la Bundesliga aveva dimostrato numerose criticità sotto il profilo tecnico già nella finale di Supercoppa di Germania conquistata dagli storici rivali del Borussia Dortmund, acuitesi poi man mano nelle prime giornate di campionato, fino ad arrivare al punto di non ritorno il 2 Novembre 2019, con la pesante disfatta sul campo dell'Eintracht Francoforte (5-1 il punteggio finale). Impossibile andare avanti così, con un clima irrespirabile negli spogliatoi, con la rottura tra i giocatori e il tecnico Niko Kovac. Da qui la decisione, il giorno successivo, da parte della dirigenza del Bayern di esonerare il tecnico croato. Quello che però contava in quel frangente era trovare un traghettatore che potesse ricreare lo spogliatoio in un momento in cui la situazione in campionato era ancora recuperabile, con la squadra terza, a quattro punti dalla capolista Borussia Mönchengladbach. La scelta di Rummenigge alla fine cade su un tecnico entrato solo da pochi mesi nello staff di Kovac, ma che in quel breve periodo era riuscito a legare piuttosto bene con i giocatori: Hans Dieter Flick. Nessuno in quel momento può immaginare che questa scelta rappresenterà il punto di svolta della stagione, e che sopratutto riporterà il Bayern a mostrare la sua vera anima in campo. Quella vincente.

DALL'ADDIO AL CALCIO GIOCATO ALL'APPRODO AL BAYERN MONACO

Apprezzato fin da subito dai senatori del Bayern per aver collaborato con lui in nazionale, Hans Dieter Flick (nato ad Heidelberg il 24 febbraio 1965) comprende benissimo le sensazioni che stanno attraversando in quel difficile momento i giocatori, perchè anche lui in passato è stato calciatore, vestendo peraltro la maglia del club bavarese. Dopo aver iniziato a giocare a calcio all'età di sei anni nelle giovanili del Mückenloch (dove resterà fino al 1976), e dopo aver militato nelle giovanili del Neckargemünd dal 1976 al 1981, e del Sanhausen dal 1981 al 1983 (dove approderà anche in prima squadra), nel 1985 Flick approda come giocatore al Bayern Monaco. Vi rimarrà fino al 1990 giocando in quelle cinque stagioni 69 partite, segnando 8 goal e conquistando 4 Meisterschale. In seguito approderà al Colonia, dove giocherà fino al 1993, prima di concludere anticipatamente la sua carriera nel calcio professionistico per i continui infortuni alle ginocchia.
Dopo aver militato nel Victoria Bammental dal 1994 al 2000 (dal 1996 nel doppio ruolo di allenatore-giocatore), dal 2000 al 2005 Flick allena l'Hoffenheim, allora in terza divisione. Nell'estate 2006 la brevissima esperienza di due mesi nello staff del Salisburgo di Giovanni Trapattoni, e poi l'approdo nello staff tecnico della Nazionale tedesca, fortemente voluto dal nuovo ct Joachim Löw, con cui collaborerà fino al termine del Mondiale 2014, che vedrà in Brasile la Mannschaft conquistare il suo quarto titolo mondiale. Dopo anni di studio, ecco nell'estate del 2019 la proposta della dirigenza del Bayern (e in particolare di Rummenigge) di entrare nello staff tecnico di Kovac, subito accettata dal tecnico di Heidelberg.

LA RINASCITA TECNICA DEL BAYERN

Il 3 Novembre 2019, dunque, Hansi Flick viene nominato allenatore ad interim del Bayern Monaco. Fin da subito il dialogo con la squadra è continuo, e così non solo la comunicazione tra tecnico e giocatori è più fluida, ma al contempo migliora la disposizione tattica degli stessi in campo. Se con Kovac, infatti, il Bayern veniva schierato con un 4-3-3 che non consentiva ai giocatori di esprimere il massimo in campo , ecco che con l'avvento in panchina di Flick lo schema si trasforma in un più bilanciato 4-2-3-1, che consente ai giocatori di rispolverare quella modalità di gioco che ha portato negli anni il Bayern a ottenere diverse soddisfazioni sia in campionato che nelle coppe, sfruttando le fasce laterali per poi contare o sull'estro di Lewandowski, o sulla capacità di spaziare in tutta l'area di rigore da parte di Thomas Müller (rilanciato dall'arrivo di Flick), pronto a servire dei palloni preziosi per il polacco. Aggressione alta e sovrapposizione dei fluidificanti sulle fasce, ma anche la possibilità per gli interni di centrocampo di arrivare fino alla tre quarti.
Un altro merito da attribuire a Flick riguarda la maggior valorizzazione dei giovani talenti che permettono a Lewandowski di essere ancora più implacabile che mai. In particolare nell'arco della stagione è stato decisivo il contributo fornito dai giovani Davies, Gnabry e Coman, diventati autentici punti di riferimento della squadra nel portare avanti le azioni in campo, oltre alle certezze rappresentate da Goretzka e da Kimmich.

Fin dal debutto di Flick in panchina, il Bayern ha cominciato a mostrare dei chiari segnali di risveglio, come ben dimostra proprio la prima partita del tecnico di Heidelberg in campionato lo scorso 9 Novembre, vinta per 4-0 contro i rivali del Borussia Dortmund.

Da qui è dunque iniziata una lunga rincorsa, che (nonostante due sconfitte consecutive maturate in casa contro il Bayer Leverkusen e in trasferta nel big match contro il Mönchengladbach a inizio dicembre) ha portato il Bayern a recuperare il distacco maturato in classifica. Se al termine del girone di andata il distacco del Bayern (4 punti) era rimasto invariato dalla testa della classifica (acquisita nel frattempo dal Lipsia ai danni del Borussia Mönchengladbach), il girone di ritorno ha visto il Bayern vincere 15 partite su 16, pareggiando solamente in casa lo scorso 9 Febbraio il big match con il Lipsia di Julian Nagelsmann, e assicurandosi la certezza matematica dell'ottavo Meisterschale consecutivo lo scorso 16 Giugno, grazie alla vittoria in trasferta per 1-0 sul campo del Werder Brema.

Una marcia trionfale, quella del Bayern guidato da Hansi Flick sia in patria (con la vittoria del campionato e la qualificazione alla finale della Coppa di Germania, che lo vedrà impegnato il prossimo 4 Luglio contro il Bayer Leverkusen), sia in ambito europeo (con la vittoria della gara di andata degli ottavi di Champions League per 3-0 sul campo del Chelsea), che ha spinto la dirigenza del Bayern il 22 Dicembre dello scorso anno a riconfermarlo fino al termine della corrente stagione, e poi, lo scorso 3 Aprile a prolungare l'accordo con il tecnico di Heidelberg fino al 2023.
Una decisione rafforzata anche dai numeri: nelle 30 partite finora disputate sotto la gestione Flick (tra Bundesliga, Coppa di Germania e Champions League) il Bayern ha ottenuto 27 vittorie, 1 pareggio e 2 sole sconfitte.

Una squadra, il Bayern Monaco, capace di mettersi alle spalle un momento piuttosto difficile, e ora pronta a scrivere un ciclo importante nella propria storia sia in ottica presente che in prospettiva futura, sia in patria che in Europa grazie al suo nuovo condottiero. Un uomo capace in breve tempo di creare un bellissimo feeling non solo con la squadra, ma anche con il pubblico bavarese, e che ha ora davanti a se la possibilità di entrare nella storia del Bayern come in passato era successo ad esempio ad Otmar Hitzfeld e a Jupp Heynckes, dopo essere entrato in punta di piedi la scorsa estate. Un condottiero di nome Hansi Flick.