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Lo scatto di Haaland

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Il diciannovenne norvegese del Borussia Dortmund è diventato il secondo più giovane nella storia a raggiungere i 10 gol in Champions league...

Dopo Borussia Dortmund-PSG, andata degli ottavi di finale di Champions League, la clamorosa esplosione di Erling Braut Haaland è entrata nel dibattito calcistico italiano visto che i tedeschi lo hanno preso a gennaio semplicemente pagando al Salisburgo il prezzo della clausola di rescissione a 20 milioni di euro. Poco per un diciannovenne già protagonista nella massima competizione calcistica del pianeta, pochissimo ricordando tante operazioni di medio cabotaggio portate a termine dalle molte pretendenti italiane, Juventus in testa, del norvegese figlio d’arte. Di Alf-Inge Haaland, una vita da mediano (ma anche da difensore) in Inghilterra e nella sua nazionale, avversario degli azzurri di Sacchi a Usa ’94 ma noto ai più per il criminale e volontario fallo subito da Roy Keane, che di fatto chiuse la sua carriera.

Ma tornando ad Haaland figlio la domanda è una sola: quanti attaccanti diciannovenni così forti ci sono stati a questo livello, al di là dei 10 gol in 7 partite di Champions? Pochi ma non pochissimi, prendendo in considerazione soltanto l’era Champions League: Cristiano Ronaldo, Messi, Mbappé, Rooney, Owen, Raul, Benzema, Shevchenko e tanto per stare sull’attualità anche Rodrygo. E non una provocazione affermare che il Balotelli diciannovenne, tranquillamente schierato in Champions da Mourinho nell'Inter, in questo girone ci stava senza problemi.

Questo per quanto riguarda lo status, ora passiamo ai numeri. Owen ha segnato il suo decimo gol in Champions League a 30 anni, con la maglia del Manchester United, Cristiano Ronaldo ha segnato il suo decimo a 25 anni compiuti, con la maglia del Real Madrid, Messi con il Barcellona e Raul con il Real a 23, Rooney con il Manchester United e Shevchenko con la Dinamo Kiev a 22, Benzema a 21 con il Lione e in definitiva soltanto Mbappé ha segnato il decimo gol in Champions, con la maglia del PSG, da più giovane di Haaland, quando non aveva ancora compiuto 19 anni.

Statistiche da non prendere come oro colato, per motivi di ruolo (il giovane Cristiano Ronaldo giocava molto esterno) o di squadra (Owen ha partecipato a relativamente poche Champions), ma comunque significative al pari dell’impressione che il norvegese tifoso del Leeds, visto che a Leeds è nato e lì suo padre ha fatto ottime cose, desta in chiunque lo guardi sotto il profilo anche soltanto atletico, perché ai gol Haaland unisce una serie di scatti assurda.

A proposito: notevole è il 6”64 cronometro su una sua progressione di 60 metri, soltanto 30 centesimi più lento del 6”34 del primatista del mondo indoor Chris Coleman anche se confrontare una prestazione lanciata e una con partenza da fermo, su una distanza così breve, è chiaramente un gioco. Di certo questo ragazzo ha qualcosa di magico e non occorre essere Nostradamus per prevedere che fra due anni sarà preso da una grande di Premier League ad una cifra inimmaginabile.