Calcio Internazionale

Gli allenatori da Barcellona

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L'esonero di Valverde dalla guida dei blaugrana non è certo figlio dei risultati degli ultimi due anni, ma del fatto che non si inseriva nella tradizione tecnica del club. Le ombre di Cruijff e di Guardiola schiacciano anche chi vince...

Quique Setien è stato scelto come nuovo allenatore del Barcellona, al posto di Ernesto Valverde, dopo alcuni giorni incredibili seguiti alla sconfitta in semifinale di Supercoppa con l’Atletico Madrid. Difficile da spiegare l’esonero di un allenatore che sulla panchina blaugrana ha vinto due edizioni della Liga su due disputate e che in Champions League è stato anche sfortunato trovando due serate magiche della Roma di Di Francesco e del Liverpool di Klopp. Certo non era amatissimo dai tifosi, non essendo stato battezzato dai media come allenatore da progetto, alla Cruijff, alla Guardiola, ma la scelta del presidente Bartomeu rimane comunque clamorosa. Così come clamorosi sono stati i gran rafiuti di Xavi e Ronald Koeman, due icone del barcellonismo con un bonus di credibilità enorme.

Per le modeste carriera e immagine il sessantunenne Setien appare un ripiego, ma non lo è per le idee visto che con lui si dovrebbe in teoria tornare a vedere al Camp Nou qualcosa di assimilabile al tiqui taca. Altro aspetto interessante dell’operazione è che il Barcellona è storicamente poco portato agli esoneri a stagione in corso, proprio in virtù di questa sorta di ossessione per il progetto. Valverde, Luis Enrique, Martino, Vilanova, Guardiola, Rijkaard. Bisogna addirittura andare andare alla stagione 2002-2003 per trovare un esonero.

L’ultima stagione al potere di Joan Gaspart, iniziata con in panchina nientemeno che Louis Van Gaal e con una campagna acquisti in cui i colpi furono Riquelme dal Boca Juniors, Mendieta in prestito dalla Lazio e l’ingaggio di Robert Enke, la cui depressione proprio in Spagna sarebbe peggiorata: 7 anni dopo si sarebbe suicidato, non certo per motivi calcistici (era in concorrenza con Neuer per essere il portiere della nazionale tedesca). Van Gaal iniziò male e a fine gennaio del 2003 arrivò l’esonero: al suo posto fu scelto Radomir Antic, che diventò quindi l’unico essere umano ad avere allenato le tre grandi di Spagna. Ed uno dei due (l’altro è Enrique Fernandez) ad avere guidato Real e Barcellona…

Una squadra che schierava anche Luis Enrique, Xavi, Frank De Boer, Overmars, Kluivert, Saviola e Thiago Motta arrivò nei quarti di Champions League, sconfitta poi dalla Juventus di Lippi dopo due partite tiratissime (gol decisivo di Zalayeta) e riuscì nell’impresa di arrivare sesta nella Liga, che rimane il peggior piazzamento dell’ultimo mezzo secolo. In estate il nuovo presidente, Joan Laporta, scelse un Frank Rijkaard che aveva guidato l’Olanda ad Euro 2000 fino alla notte magica di Toldo ma che a livello di club vantava soltanto una retrocessione con lo Sparta Rotterdam. E da lì in poi il Barcellona ha sempre creduto fino in fondo ai suoi allenatori. Fino a Valverde.

Nello stesso periodo il Real Madrid, tanto per fare un confronto fra pari grado, ha esonerato a stagione in corso ben 7 tecnici: Camacho, Garcia Remon, Luxemburgo, Schuster, Benitez, Lopetegui e Solari. Essendo stati i risultati dei due giganti abbastanza simili, non si può quindi dire che esista una strada giusta ed una sbagliata, ma solo identità diverse. E scegliendo Setien, pur con una scelta al ribasso, il Barcellona ha cercato di ritrovare la sua.