La Serie A senza classe media

Le statistiche sui professionisti davvero formati dai vivai europei sono impietose: il massimo campionato italiano riesce ancora a produrre qualche calciatore di buon livello ma non in quantità significative...

La Serie A senza classe media
© LAPRESSE

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 21 ottobre 2019, 16:46 (Aggiornato il 21 ottobre 2019, 17:42)

Qual è la squadra europea che lavora meglio sui giovani? Il miglior criterio per stabilirlo non è quello dei titoli vinti, a livello Under 21 e ancor di più Under 19 spesso effimeri, ma del numero di giocatori di un vivaio che poi effettivamente diventano professionisti ad un certo livello. Per questo la statistica del CIES Football Observatory, sulla formazione di chi gioca nei 31 campionati europei di Serie A o equivalenti, è molto interessante perché fa capire chi davvero lavora sul settore giovanile e chi si appunta medaglie con poco valore, accontentandosi di qualche plusvalenza oltretutto a volte fittizia. Come concetto di formazione si usa quello della UEFA per la composizione delle sue liste, cioè l’aver giocato in quel club almeno 3 stagioni sportive dai 15 ai 21 anni di età.

Ebbene, nei 31 campionati europei con un livello minimo di decenza la squadra che ha più giocatori di sua formazione è il Partizan Belgrado con 75 giocatori, seguito dall’Ajax con 72 e dallo Sporting Lisbona con 63. Tutte messe molto bene le squadre dell’Est Europa più famose, dalla Dinamo Zagabria alla Stella Rossa Belgrado, mentre per trovare il primo top club, di quelli con possibilità di alzare la Champions League, bisogna andare al decimo posto: è il Barcellona, con 52 suoi giocatori. Quattordicesimo il Real Madrid, ventesimo il PSG, con nessuna italiana nelle prime cinquanta posizioni. Ribadiamo: non si sta parlando di produzione di campioni, ma soltanto di una onesta classe media. In altre parole, la nostra Serie A con i giocatori del settore giovanile realizza buone plusvalenze ma non ne forma un numero significativo. Nemmeno per la Serie A stessa, come è sotto gli occhi di tutti. E non è nemmeno questione di top club, perché in classifica ci sono anche Manchester United, Arsenal, Chelsea, Manchester City…

L’Italia esce leggermente meglio da una classifica più qualitativa, quella che prende in considerazione soltanto i giocatori che giocano nelle cinque leghe maggiori: Premier League, Liga, Serie A, Bundesliga e Ligue 1. Qui davvero a sorpresa (senza contarli avremmo detto d’istinto Ajax) vince il Real Madrid con 39 giocatori, seguito dal Barcellona con 35 e dal Lione con 30. In questo caso quasi tutti i top club europei sono nella parte alta della classifica, segno che il Manchester United (quarto) della situazione anche se non produce giocatori da Manchester United almeno ne crea per campionati di alto livello. Annotiamo un dignitoso venticinquesimo posto dell’Atalanta, con 15 giocatori, come Milan e Roma. Nel gruppo delle trentanovesime, se così si può dire, Inter e Fiorentina con 13. Quarantovesimo il Brescia con 10, le altre tutte peggio. Fa impressione il trentacinquesimo posto dell’Ajax in questa classifica più raffinata: ad Amsterdam indubbiamente si producono più facilmente buoni giocatori che grandi giocatori. Sempre meglio di niente, è ovvio. Comunque i numeri dicono più di una certa retorica sullo scarso utilizzo dei giovani italiani (per quanto nei vivai non ci siano solo italiani) per mancanza di coraggio degli allenatori della Serie A. Evidentemente gli allenatori hanno poco coraggio anche negli altri campionati, se non vogliono chi si è formato in Italia. 

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