Calcio Internazionale

Tottenham con il doping di Wembley

La partita di domenica a Wembley non sarà ricordata per la disfatta del Liverpool, giunto forse al punto più basso dell'era Klopp, ma per il record di affluenza in Premier League stabilito dal Tottenham

La partita di domenica a Wembley non sarà ricordata per la disfatta del Liverpool, giunto forse al punto più basso dell'era Klopp, ma per il record di affluenza in Premier League stabilito dal Tottenham, che oltre al 4-1 si porta a casa anche 80.827 spettatori fra abbonati e paganti (non contiamo gli ospiti come Maradona e Ancelotti), quasi 5.000 più del precedente record di campionato che da 10 anni era del Manchester United nel suo Old Trafford con 76.098.

Va precisato che non si tratta di un record assoluto per il Tottenham, che nello stesso stadio la scorsa stagione vendette 85.512 biglietti per la partita di Champions League con il Bayer Leverkusen, e che in ogni caso il record va asteriscato perché se altri top club inglesi giocassero a Wembley le loro partite di campionato più importanti questo record potrebbe tranquillamente essere superato.
 

Va anche detto che se non ci fosse stata una serie di limitazioni alla vendita dei biglietti, quasi al livello della nostra ormai accantonata tessera del tifoso, gli Spurs avrebbero potuto senza problemi piazzare 87.000 biglietti da aggiungersi ai circa 3.000 riservati ai tifosi del Liverpool: il nuovo Wembley è stato vicino al tutto, ma davvero tutto, esaurito in Portsmouth-Cardiff, finale di FA Cup del 2008.

 


In ogni caso il Tottenham fra un anno dovrebbe avere pronto il suo nuovo stadio di proprietà da 61.500 posti, praticamente attaccato all'area dell'ormai demolito White Hart Lane. Ovviamente i record dell'era moderna scompaiono di fronte a quelli del vero calcio inglese, con i posti numerati in minoranza: il record assoluto rimangono i 126.047 spettatori che nel 1923 assistettero alla finale di FA Cup fra Bolton Wanderers e West Ham, la famosa 'White Horse final' che generò polemiche incredibili che ebbero anche un rilievo politico all'epoca non così scontato. 126.047 erano i paganti un biglietto per la prima partita di calcio mai giocata a Wembley, ma facendo una media fra le varie stime circa 200.000 erano i presenti con una situazione che degenerò in più punti (il bilancio fu di un migliaio di persone fra feriti e colti da malore) e che portò all'intervento della polizia a cavallo che ovviamente operò da dentro il campo.

Uno di questi cavalli era Billie, che pare non fosse nemmeno bianco ma che bianco è rimasto per la leggenda. La realtà è che dopo quella finale, iniziata con quasi un'ora di ritardo e giocata di fronte ad un esterreffatto Giorgio V (il nonno della attuale regina Elisabetta), sarebbe stata resa obbligatoria la prevendita, almeno per i grandi eventi, in modo da ridurre al minimo l'acquisto di biglietti al botteghino ed eliminare gli ingressi a pagamento ma senza biglietto 'fisico', per cui gli organizzatori si regolavano a occhio sul momento.