Fine dello 0-0

Il calcio di Rosetti e Orsato, la Supercoppa delle origini, la Lega alla Infantino e il record dell'Ascoli
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Fine dello 0-0
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Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 15 settembre 2026, 18:32

Il 5-3 di Inter-Udinese ha chiuso in maniera significativa il quarto turno della Serie A, che è quindi arrivata a 40 partite consecutive senza un solo 0-0. Clamoroso che sia così anche per la Serie B, anche nell’era dei 3 punti per la vittoria storicamente dominata dal ‘primo, non prenderle’. Ce ne sarebbe abbastanza per scatenare nostalgie degne di miglior causa, esaltando quei poetici 0-0 di una volta (con citazione della frase di Brera sul risultato perfetto, dopo una pigra ricerca su Google) con mezzo tiro in porta e attaccanti minacciati fisicamente che giravano al largo dell’area. Senza fare gli scienziati, si gioca (magari male, ma si gioca) di più, si fischia di meno e tante squadre, anche ambiziose, sono costruite da cani. Insomma, un po' è il calcio di Rosetti e Orsato (che ha sottoprodotti negativi, come aumentare il potere degli arbitri scarsi) e molto sono i lavori in corso.   

Nessuno vuole la Supercoppa italiana, a cui non è bastato prendersi una pausa dall'Arabia (o meglio, è l'Arabia che ha preso una pausa) e tornare al format antico con partita secca, campioni d’Italia contro vincitori Coppa Italia, quindi a questo giro Inter contro Lazio finalista. Nell’assemblea di Lega di oggi circolavano tante ipotesi per una partita teoricamente da giocarsi due o tre giorni prima di Natale: Stati Uniti, Marocco, Australia. Ma niente di concreto, a parte San Siro come piano B e ritorno alle origini, seguendo l’idea di Paolo Mantovani e dei giornalisti del suo leggendario Cerchio Blu, in particolare Enzo D’Orsi. 

La parte davvero interessante dell’assemblea di Lega di oggi è stata quando si è discusso della futuribile (dovrebbe prima di tutto essere sottoposta a un voto) media company controllata dalla Lega, a cui conferire i diritti televisivi della Serie A per l’estero. Per venderli, ovviamente, ma soprattutto per vendere una partecipazione di minoranza, all’inizio il 20%, a investitori internazionali. Con la regia del’amministratore delegato De Siervo e la consulenza di JP Morgan sono stati ascoltati vari fondi, fra cui Oaktree (quello proprietario dell’Inter), e noi al bar potremmo chiederci perché la Lega dovrebbe creare una società esterna per la vendita dei diritti invece di continuare a venderli direttamente. Perché lo scenario messo nei termini in cui è stato prospettato sarebbe esattamente uguale a quello che alla FIFA stava per costare la poltrona a Infantino.

Tanti discorsi sui massimi sistemi cancellati da un numero: 10.039. È il numero di tessere con cui si è conclusa la campagna abbonamenti dell’Ascoli, record davvero storico perché stiamo parlando di una neopromossa in B con un passato glorioso in A: negli anni d’oro di Costantino Rozzi l’Ascoli raramente andò oltre gli 8.000 abbonati (ci riuscì ad esempio nel 1979-80, la stagione in cui con G.B. Fabbri in panchina sarebbe arrivato un pazzesco quarto posto), in un’Italia in cui giovani e meno giovani avevano poche alternative al calcio. 

stefano@indiscreto.net 
 

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