Hojlund e il debutto in Premier all’Emirates 

La prima con la maglia dello United proprio contro l’Arsenal di Arteta: e alla fine 16 gol e la FA Cup

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Hojlund e il debutto in Premier all’Emirates 
© Getty Images

Marco Ercole/EdipressMarco Ercole/Edipress

Pubblicato il 9 settembre 2026, 17:44

L’ Arsenal non rappresenta certo un mondo sconosciuto per Rasmus Hojlund. Al contrario, è proprio contro i Gunners che cominciò la sua avventura inglese. Era il 3 settembre 2023 quando il danese, appena acquistato dal Manchester United per circa 75 milioni più bonus, entrò all’Emirates per il debutto con i Red Devils. Stasera li ritroverà dall’altra parte d’Europa, al Maradona, con una maglia diversa e soprattutto un ruolo differente: non più giovane promessa arrivata in Premier con l’etichetta scomoda del “nuovo Haaland”, ma centravanti del Napoli chiamato a guidare l’attacco in una notte di Champions. 

 

 

 

 

 

 

I precedenti contro i Gunners 

 

Quello con l’Arsenal è stato un rapporto frequente ma poco fortunato. Hojlund ha incrociato cinque volte i Gunners, raccogliendo una sola vittoria e senza riuscire a lasciare un segno significativo sotto porta. Conosce però bene il calcio di Arteta, la fisicità dei suoi difensori e soprattutto il ritmo che gli inglesi proveranno a imporre. Un bagaglio accumulato nei due anni trascorsi a Manchester, esperienza fatta di picchi e cadute. La prima stagione si chiuse con 16 reti complessive e la conquista della FA Cup, con una Champions particolarmente brillante: cinque gol in sei partite. Più complicato il secondo anno, coinciso con la crisi dello United. Il bilancio finale dell’esperienza inglese dice 95 presenze e 26 reti. Napoli gli ha permesso di cambiare scenario e ricostruirsi, ma certe conoscenze restano. Hojlund può essere il riferimento per far respirare la squadra, ma soprattutto l’uomo da lanciare alle spalle di una difesa che tende ad accompagnare molto in avanti l’azione. La Champions, del resto, ha già rappresentato un terreno particolarmente fertile nella sua carriera. 

 

 

 

 

L’altro inglese 

 

Curiosamente anche il suo vice Lorenzo Lucca arriva alla sfida portandosi dietro un piccolo pezzo di Premier League. La sua parentesi al Nottingham Forest è stata molto più breve: trasferimento nel gennaio scorso, gol immediato all’esordio contro il Leeds e appena quattro presenze complessive in campionato prima di scivolare ai margini delle rotazioni. Il Forest non ha esercitato il diritto di riscatto e in estate l’attaccante è così rientrato a Napoli. A differenza di Hojlund, Lucca non ha mai affrontato l’Arsenal: nella sua breve esperienza inglese non ha avuto l’occasione di misurarsi con i Gunners. Le loro caratteristiche offrono comunque due soluzioni differenti. Hojlund porta mobilità, velocità e attacco dello spazio; Lucca, con i suoi 201 centimetri, permette di alzare il pallone, occupare l’area e cercare un riferimento fisico soprattutto qualora la partita richiedesse un assalto finale. Due centravanti passati dall’Inghilterra per strade completamente diverse e oggi riuniti sotto il Vesuvio. 

 

 

 

 

In Champions League

Il protagonista designato resta però il danese. La storia con l’Arsenal è cominciata tre anni fa con un esordio, ora può arricchirsi di un capitolo completamente differente. Hojlund conosce già i Gunners, ma soprattutto conosce quelle notti europee nelle quali ha spesso mostrato il volto migliore. Stasera il Napoli gli chiederà di riaprire il suo personale conto con l’Inghilterra. Questa volta al Maradona, questa volta da padrone di casa.

 

 

 

 

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