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Titolare e Vicario

Stefano Olivari
Pubblicato il 19 agosto 2026, 14:36
Chissà se l’arrivo alla Juventus riuscirà a ridare a Guglielmo Vicario il ruolo di vice-Donnarumma avuto in Nazionale finché stava bene. Pensiamo di sì, visto che Mancini fu il primo a convocarlo in azzurro, e del resto lo avrebbe chiamato anche Gattuso per i playoff mondiali se pochi giorni prima non fosse stato operato di ernia. Se la gioca con Meret, Carnesecchi e Caprile, come minimo. Nemmeno in questi anni di depressione il problema dell’Italia sono i portieri, anche se prima di Vicario la Juventus ha cercato soltanto stranieri, da Alisson a Martinez a Suzuki.
A proposito di Vicario, che di cartellino è costato zero visto che il Tottenham lo ha dato in prestito gratuito (non un grande segnale di fiducia), come è possibile che la Juventus sia la squadra insieme al Milan che finora ha speso di più sul mercato, circa 159 milioni di euro? A fine giugno 2026 la Juventus ha firmato un settlement agreement con il Club Financial Control Body (CFCB) della UEFA per aver violato la Football Earnings Rule nel triennio 2022/23-2024/25. In quel periodo il rosso aggregato era di circa 381 milioni, ben oltre i 60 milioni massimi consentiti. L’accordo triennale (fino all’esercizio 2027/28, con possibilità di uscita anticipata) prevede principalmente: multa di 20 milioni totali, di cui 6 incondizionati, limitazioni sportive sulla Lista A per le competizioni UEFA (Europa League, quindi), costo aggregato della lista (stipendi, ammortamentie altri oneri dei giocatori iscritti) inferiore a quello della lista precedente. In parole povere: la Juventus non ha il divieto UEFA di spendere sul mercato, ma deve farlo alleggerendo il costo complessivo della rosa. In questo il mancato accordo con Vlahovic ha aiutato, unito all’ovvia considerazione che nel presente contino gli ammortamenti, non il costo totale lordo delle operazioni, e la squad cost ratio (traduzione: rapporto fra costo della rosa e ricavi, con varie rettifiche, che deve comunque essere sotto al 70%). In altre parole: Carnevali ha fatto il massimo possibile, vista la zavorra lasciata dai predecessori.
Pochi hanno fiducia nella Lazio 2026/27 e fra questi pochi ci sono pochissimi laziali, da ben prima dell’eliminazione dalla Coppa Italia per opera del Mantova in un Olimpico deserto. Un altro anno così sembra insostenibile, ma Lotito (anche lui assente) è convinto che non sia il momento giusto per vendere ed anche che sia impossibile retrocedere. Con una rosa piena di buchi e un ambiente assurdo, Gattuso (unico italiano ad avere tratto qualche beneficio dall’Italia di Gattuso) ha la chance, viene da dire l’ennesima chance, di dimostrare il suo valore come allenatore.
In un anno da miglior centrocampista della Serie A all’Arabia Saudita, passando per una stagione al Manchester City molto inferiore alle attese ma tutto sommato discreta: la parabola di Tijjani Reijnders è stata stranissima, e la decisione di seppellirsi all'Al-Qadsiah lo è stata ancora di più, considerando l’ingaggio al City. Dove il problema è stato anche che il guru Guardiola, ora rimpiazzato dal clone Maresca, non aveva capito le sue caratteristiche: centrocampista che ha bisogno di toccare il pallone e di costruire, non la mezzala d’assalto stile Gundogan che il City cercava. Tutti possono sbagliare, adesso lo ha fatto anche lui chiudendo un certo tipo di carriera a 28 anni.
Malagò rischia la presidenza della FIGC? E a cascata rischiano il posto tutti quelli nominati da lui, da Mancini in giù? La risposta è no con l’asterisco, in estrema sintesi, perché nella FIGC alla presentazione della candidatura bisogna essere in regola con il tesseramento, nel caso il candidato sia già tesserato, ma non essere già tesserato. In altre parole, questa la cervellotica (ma con una sua giursprudenza) interpretazione che dovrebbe salvare Malagò da qualsiasi ricorso: uno che passa per la strada può candidarsi a presidente della FIGC mentre se lo facesse, mettiamo, un allenatore di Serie A dovrebbe verificare che il suo tesseramento FIGC sia in regola. Fuori dal mondo meraviglioso dei giuristi è comunque una situazione che fa ridere. Il mio regno per un cavillo.
stefano@indiscreto.net
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