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Rombo di Mastantuono
Franco pronto a emulare Nico Paz: la rinascita del talentuoso argentino del Real Madrid, scuola River Plate, passa nuovamente per la Serie A, nella nuova Fiorentina di Paratici e Grosso

Pietro Santercole/Edipress
Pubblicato il 7 agosto 2026, 12:06 (Aggiornato il 7 agosto 2026, 13:11)
Sulle orme di Nico Paz. Lo sperano Fiorentina e Real Madrid, a tal punto che si sono strette le rispettive mani, convinte che quel prestito secco con un ingaggio da 3,5 milioni di euro netti condiviso tra i due club, porterà parimenti giovamento sia ai Viola che alle Merengues. Ci crede soprattutto lui, Mastantuono, il FrancoTirador di Azul, come lo hanno soprannominato ai tempi del River Plate.
Nazionale argentino come Nico, anche se Paz è cresciuto ed esploso in Spagna, al Tenerife in primis. Talentuoso come Nico, anche se con quel mancino così educato ha già evocato paragoni scomodi, perché in Argentina quando hai una “zurda celestiale”, l’accostamento a Diego Armando Maradona e Leo Messi è d’uopo. Un madridista come Nico, che proprio come Paz spera di ritrovare la luce in Serie A, dopo un’annata buia, la sua prima in Liga, nel peggior Real Madrid degli ultimi anni, ancora da “zero tituli”.
Mourinho non lo ha ritenuto pronto per la rinascita della Casa Blanca, un po’ come fece Ancelotti con Nico, nonostante la promozione di Paz in prima squadra e il debutto in Liga contro il Valencia nel 2023. Così Mastantuono ha davanti a sé quell’occasione che la stella del Como ha sfruttato per tornare a brillare di luce propria.

Cosa hanno in comune Mastantuono e Nico Paz
Il sottile e affascinante filo rosso che lega le storie di Nico Paz e Franco Mastantuono s’intreccerà nella prossima Serie A. Entrambi dotati di classe purissima, entrambi figli del talento argentino, entrambi accomunati da un passaggio al Real Madrid tanto prestigioso quanto spietato. Perché vestirsi di Blanco è sì un sogno abbagliante, ma spesso diventa un incubo tremendo, figlio di una concorrenza feroce che costringe chiunque a dover dimostrare tutto e subito all’esigentissimo pubblico del Santiago Bernabeu.
Mastantuono non è stato certo aiutato né da Xabi Alonso in primis, né tantomeno da Arbeloa poi, sia chiaro. Ma non è riuscito a sorreggere il peso di quella “camiseta”. Il talento, però, c’è. È innegabile. Il primo a capirlo è stato proprio lui: voleva fare il tennista da piccolo, a tal punto da rifiutare un’offerta allettante del River Plate. Ai Millonarios, però, non si può rispondere di no due volte, così quando il club di Baires ribussa per portarlo in città, Franco apre la sua porta al cambiamento sportivo. E mai scelta fu più azzeccata.

Franco Mastantuono, un talento innegabile
L’ascesa di Mastantuono nel calcio è repentina: incanta tutti con la sua tecnica abbinata alla rapidità, soltanto dieci giorni dopo il suo esordio ufficiale tra i professionisti (nel 2024), Franco diventa il marcatore più giovane nella storia del River Plate, a soli 16 anni, 5 mesi e 25 giorni. Dal River Plate alla Selecciòn il passo è breve: ad appena 17 anni e 295 giorni, Mastantuono veste d’Albiceleste, battendo perfino Leo Messi per precocità. Un po’ trequartista un po’ ala destra, sotto-punta all’occorrenza, dribbling funambolici e punizioni al bacio nel suo dna calcistico.
Gol a grappoli: in tutti i modi possibili e immaginabili. Il classe 2007 strega in un amen mezza Europa e le big italiane: lo vogliono Milan e Inter, anche la Juve. C’è ovviamente il Barcelona, arriva il Real Madrid la scorsa estate e mette tutti d’accordo: paga senza pensarci su la clausola rescissoria di 45 milioni al River Plate chiudendo una trattativa lampo sulla base di 63,2 milioni e un contratto di sei anni da 3,5 a stagione; pensa di aver trovato la risposta a Yamal del Barça, che guarda caso ha la stessa età di Mastantuono. Niente di tutto questo.

La difficile esperienza al Real Madrid
Arrivato al Bernabeu con queste grandissime aspettative, Franco Mastantuono risente sin da subito del calcio europeo ma soprattutto della tanto soffocante quanto “galattica” concorrenza, faticando enormementea trovare continuità di rendimento e minutaggio: 1037 minuti complessivi in 23 presenze coi Blancos, di cui 11 da titolare (gran parte nella seconda metà di stagione, quando il Real Madrid era praticamente fuori da tutti i giochi, spagnoli ed europei). Sette tiri in porta in un’intera stagione, la miseria di una rete realizzata, in Liga, nel 4-1 dei Blancos al Levante. L’annata difficile diventa insostenibile: la cartina di tornasole è il rosso mostratogli dall'arbitro Muñiz Ruiz nella sfida di Liga col Getafe, per averlo apostrofato come una “puta vergüenza”.
Si era capito subito che Mastantuono non avrebbe trovato spazio neanche nel Mourinho-bis al Real Madrid: sin dalle prime sedute, all’alba della pre-temporada madridista, lo Special One gli preferisce perfino il neo arrivato Dumfries come esterno alto nel tridente merengue. Un'annata opaca sul piano del minutaggio e dei numeri, al limite del disastroso ma che potrebbe rivelarsi fondamentale per la maturazione di Franco Mastantuono: la scelta di sposare il progetto ambizioso della Fiorentina nasce proprio dalla volontà di rimettersi al centro della scena, come titolare e protagonista annunciato.
Per il Franco Tirador, il Franchi può diventare ciò che il Sinigaglia è stato per Nico Paz: il palcoscenico ideale per liberarsi delle scorie dell'ombra madridista, per sbloccare definitivamente il suo enorme potenziale e dimostrare, ancora una volta, che il futuro del calcio argentino passa dalla Serie A.
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