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Piano Ancelotti

Pubblicato il 15 giugno 2026, 10:46
Il Brasile di Ancelotti non ha destato una grande impressione nella sua entrata in scena mondiale, anche se non va dimenticato che Brasile-Marocco è una delle poche partite di alto livello di questa prima fase. L’1-1 al MetLife Stadium di East Rutherford racconta, al di là del punteggio, di una squadra senza identità che ha sofferto tantissimo i ritmi alti (fino a quando il Marocco ha avuto corsa), di un commissario tecnico che ha sbagliato le scelte iniziali e di un attacco legato soltanto ai guizzi di Vinicius. Ancelotti aveva cominciato con Paquetà a destra e Raphinha alle spalle di Igor Thiago, ma al cooling break (ormai un eufemismo, in attesa di sdoganare ufficialmente i quattro tempi) aveva già spostato Raphinha a destra e Paquetà a sinistra. Nella ripresa, con Fabinho al posto di Casemiro e Cunha al posto di Igor Thiago, la squadra ha ritrovato un minimo di controllo, ma il Marocco aveva già consumato le energie del pressing forsennato del primo tempo, il che aiuta a spiegare il miglioramento brasiliano più di qualsiasi mossa tattica. Il caso più discusso in patria per una volta non riguarda Neymar, che Ancelotti ha intelligentemente convocato come motivatore ad uso dei tifosi ben sapendo che fosse mezzo rotto, ma Endrick, rimasto in panchina per tutti i 90 minuti. Cosa dire? Quasi tutte le squadre poi diventate campioni del mondo hanno iniziato il torneo così così, trovando le soluzioni in corso d’opera. E la stessa storia di Ancelotti dimostra che le squadre vincenti non giocano a manetta fin dalla prima partita.
Il commissario tecnico straniero sulle prime piace ai tifosi, perché di solito non può essere associato ad alcun grande club di quel paese, ma alla prima sconfitta viene trattato come gli altri. È così anche per Vincenzo Montella in Turchia, al di là delle sue colpe nella sconfitta con l’Australia, peraltro giocata bene per controllo del campo e occasioni create: la dura legge del gol ha premiato l’onesto catenaccio della squadra di Tony Popovic, dove si è visto anche un ottimo Circati. Siccome tutto il mondo è paese, per i media turchi la grande colpa di una squadra che ha tirato 30 (!) volte verso la porta avversaria è non avere schierato dall’inizio tutti i suoi talenti: ma Yildiz stava recuperando da un infortunio, mentre Güler ha giocato dall'inizio ma senza incidere, così come , che comunque lo juventino benchmark contrattuale di Vlahovic.
Adesso che ha lasciato ufficialmente l’Al-Sadd, Mancini ha fatto tutto il fattibile per far capire a Malagò che la Nazionale l’allenerebbe anche gratis. Cosa che in pratica ha fatto anche dal 2018 al 2023, sottraendo dall’ingaggio FIGC i soldi lasciati allo Zenit, quasi 14 milioni di euro… Questo non significa che allenerà gratis (ma certo non andrà oltre i 2,5 milioni netti a stagione fino al 2030) né che la sua nomina sia sicura perché all’interno della FIGC il partito dei suoi antipatizzanti (il primo è Gravina, che con Malagò ha comunque un buon rapporto, ma da Ulivieri in giù quelli freddi con Mancini sono tanti) è molto forte. Ma adesso è il favorito, davanti a un Conte che vuole soldi veri e che ha nel mirino Juventus e Milan (incredibilmente non vale il contrario), a un Baldini pro giornalisti e alle soluzioni di molto presunto buon senso (Ranieri, Pioli) che un Abete eletto o almeno kingmaker avrebbe avuto in canna. In estrema sintesi: se Malagò sopravviverà anche all’intricata vicenda del pantouflage, roba da giuristi alle vongole, Mancini sarà di nuovo commissario tecnico.
Fra gli anniversari tristi un posto d’onore lo merita quello dell’ultimo gol italiano in un Mondiale, esattamente 12 anni fa, il 15 giugno 2014, quando Balotelli di testa su gol di Candreva segnò il 2-1 all’Inghilterra. Per la squadra di Prandelli, vicecampione d’Europa, sembrava l’inizio di un grande torneo ma i cambi di modulo, l’ambiente tossico (mezzo spogliatoio era contro la stella della squadra, cosa raramente vista) e anche un po’ di sfortuna avrebbero portato alle sconfitte contro Costarica e Uruguay, ultime presenze azzurre in un Mondiale fino al 2030. Fra chi scese in campo contro l’Inghilterra giocano ancora proprio Balotelli, Verratti, che Gattuso addirittura avrebbe voluto per i playoff mondiali, Darmian e Immobile che entrò al posto di Balotelli, ai tempi al Milan prima di passare al Liverpool. Cosa ci siamo persi.
stefano@indiscreto.net
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