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Calafiori come Balotelli

Stefano Olivari
Pubblicato il 20 maggio 2026, 12:01
Quale lezione per il calcio italiano dalla vittoria dell’Arsenal in Premier League, ufficiale dopo il brutto pareggio di ieri del Manchester City contro il Bournemouth? Perché in questa rubrica non discutiamo di massimi sistemi o facciamo filosofia, ma rapportiamo tutto al nostro orticello. La prima cosa che viene da dire è che quello dell’Arsenal è un progetto, termine ormai usato anche da chi cambia due allenatori a stagione ma in questo caso reale. Perché Arteta è su questa panchina da sei anni e mezzo ed è passato attraverso piazzamenti disastrosi ed altri amarissimi (dei tre secondi posti il più doloroso forse quello di due anni fa), ma facendo evolvere la squadra in maniera costante, con nuovi e spesso costosissimi innesti ma senza rivoluzioni. Il risultato è che adesso ha la miglior difesa della Premier League e un gruppo di calciatori di livello medio-alto facile da gestire sul piano umano più dei Mbappé della situazione: così ai vari Saka, Martinelli, Ødegaard e Gabriel si sono aggiunti nel tempo altri pezzi importanti come Rice, Tmber e Saliba e nell’ultimo mercato oltre ai classici giocatori medi strapagati, Madueke ed Eze, anche alcuni davvero decisivi come Gyokeres e Zubimendi. Guardando le partite di questo Arsenal onestamente non si rimane incantati, ma va anche detto che nessuno, nemmeno di quelli forti, riesce a giocare bene contro la squadra di Arteta e in Champions si è visto benissimo.
Quanto a noi, come ha giocato Calafiori? Siccome la Premier League è l’unico torneo nazionale che seguiamo bene, oltre alla Serie A, possiamo dire che ci è piaciuto più che nel suo primo anno all’Arsenal, come difensore puro. Da terzino sinistro nel 4-3-3 di Arteta ha sofferto poco, contro gli esterni avversari, poi in fase di possesso è diventato un po’ il simbolo (insieme a Timber sull’altra fascia) di quel calcio relazionale che in Serie A ha molti teorizzatori ma pochi praticanti, anzi uno e mezzo, Fabregas e un po’ Italiano. Comunque bene, fra un infortunio e altro, e anche nella storia: fra i giocatori, con tutto il rispetto per Chiesa e altre riserve, soltanto Mario Balotelli aveva vinto la Premier League da protagonista.
Grecia-Italia può saltare? I greci hanno appreso dai media l’idea di Baldini di mettere in campo nelle due amichevoli della sua gestione (il 3 giugno in Lussemburgo e il 7 a Creta) in pratica la sua Under 21 più altri giovani già nel giro della nazionale maggiore come Palestra, Pisilli e Pio Esposito, più giovanissimi in rampa di lancio come ad esempio Inacio. Va da sé che chi ha comprato i biglietti vorrebbe vedere l’Italia di Donnarumma, Tonaldi, Calafiori, Dimarco, eccetera, per quanto eliminata dal Mondiale piena di giocatori conosciutissimi. Se l’è presa anche la federazione greca, tramite il direttore sportivo Torosidis, ma il quadro legale è abbastanza chiaro: Baldini può convocare chi vuole, non è che la Grecia possa recedere dal contratto perché non le piacciono i suoi convocati. Sta a Gravina, uscente come presidente FIGC ma saldissimo come vicepresidente UEFA, evitare l’offesa di un’Italia troppo sperimentale. In ogni caso due partite senza senso, anche se i 4 milioni di ingaggio potranno almeno servire a pagare lo staff di Conte (soltanto i 'suoi' uomini sono 9).
Quanto potrà resistere Claudio Lotito alla presidenza della Lazio? Il derby giocato senza tifosi, la stagione negativa anche al di là del mercato bloccato, l’imminente addio di Sarri, mezza squadra in partenza, gli inviti di tifosi VIP (come Tommaso Paradiso, oggi con una lettera al Corriere dello Sport) e meno VIP a farsi da parte: la pressione è grande anche per un muro di gomma come Lotito. Che viene, va ricordato, da 22 anni di buona gestione, con risultati più vicini a quelli di De Laurentiis che a quelli di Cairo, per citare alcuni presidenti di quell’epoca del calcio italiano in cui alcuni club gloriosi furono di fatto regalati. Curiosamente tutti a imprenditori non tifosi di quei club... Lotito ha di recente parlato di 300 milioni di patrimonio immobiliare (però nel bilancio del club valutato 235) più 350 di patrimonio giocatori (a occhio è circa la metà), è chiaro che su queste basi una trattativa non può nemmeno iniziare.
stefano@indiscreto.net
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