Gasperini in volata

La Roma da Champions, gli attaccanti di Allegri e le offerte per Cairo
Gasperini in volata
© AS Roma via Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 5 maggio 2026, 11:55

Il crollo di Milan e Juventus ha messo le ali a una Roma che Gasperini ha sempre considerato da Champions League e anche di più, con un paio di acquisti mirati che non sono stati fatti da Massara, che ha disperso le risorse su troppi (secondo l’allenatore, che lo ha fatto presente ai Friedkin) fronti e non sono stati sollecitati da Ranieri. Troppa la distanza con una Fiorentina che ringrazia la Cremonese, con una corsa per due posti Champions che vede messo meglio il Milan, 67 punti e una sola partita difficile, con l’Atalanta, prima di affrontare Genoa e Cagliari in vacanza. La Juventus a 65 punti andrà invece a Lecce prima di ospitare una Fiorentina già salva e di chiudere con un derby in cui il Torino cercherà di riscattare l’ennesima stagione grigia. Quanto alla Roma, avrà la trasferta contro un Parma senza obbiettivi, il derby con la Lazio motivatissima di questo periodo e poi il Verona più che retrocesso. Avversarie senza più nulla da chiedere (Verona, Parma e Cremonese) per il Como, che però ha 62 punti. Peccato non siano previsti spareggi, quindi in caso di parità fra due o più squadre conterà la classifica avulsa. Inutile fare calcoli senza sapere prima  chi sarà in parità, in linea di massima si può dire che nei vari scontri diretti la Roma è la squadra messa peggio e che quindi per strappare il posto Champions a Milan o Juventus dovrà superarle. Comunque un finale inaspettato, più per demeriti di Allegri e Spalletti che per le grandi imprese di chi potrebbe insidiarli. 

A Reggio Emilia si è indubbiamente visto il peggior Milan della stagione, al di là della sconfitta: un solo tiro in porta, una condizione atletica modesta, un atteggiamento sbagliato come accade ormai da un mese a mezzo, dalla partita con la Lazio che ha tolto le speranze di scudetto e fatto entrare in modalità pilota automatico. A questo si è saldato lo scadente rendimento delle punte, che non può essere soltanto una questione di calciomercato. Haaland e Mbappé non arriveranno, ma all’ultima rilevazione Fullkrug è il centravanti titolare della Germania, Pulisic il giocatore che prima di entrare in crisi ha tenuto il Milan in corsa per il titolo, Leão uno discontinuo ma sempre dai grandi colpi, Nkunku era un riserva nel Chelsea ma veniva da una carriera da Europa medio-alta, oltre a essere nel giro della nazionale francese, Gimenez ha perso mezza stagione per l’operazione ma rimane un buon attaccante, come quinta punta ci sta tutto. Da ricordare che nelle varie combinazioni Allegri ha messo davanti anche Saemaekers, in ogni caso al di là delle statistiche (mai successo nella storia del Milan che si sia segnato un solo gol in 5 partite consecutive di campionato) è evidente come il problema non sia soltanto dei singoli: basta confrontarli con quelli della concorrenza, che non ha condotto un mercato (Inter compresa) molto più brillante di quello rossonero. Insomma, la candidatura di Allegri per la Nazionale non è supportata da quanto si sta vedendo in campo, conm o senza Champions. Quanto al ‘fuori dal campo’ ha sintetizzato tutto Fedele Confalonieri: a Cardinale non importa di vincere, per questa squadra ci vorrebbe Galliani. O un Galliani più giovane. 

La celebrazione dell’anniversario numero 77 della tragedia di Superga è stata opportunamente disertata da Cairo, che l’aveva saltata già l’anno scorso: lasciati quindi alla squadra i fischi di alcuni tifosi presenti, anche se in realtà con c’è stata alcuna grande contestazione nei confronti di D’Aversa e dei giocatori. Qualcosa di più pesante potrebbe avvenire all’ultima giornata di campionato, dopo il derby con la Juventus, a poco più di mezzo secolo dall’ultimo scudetto granata, quello di Radice, Pulici, Graziani, Zaccarelli, eccetera. In concreto, nonostante a intervalli regolari spuntino cordate, advisor, investitori, grandi ex e immancabili ‘americani’, finora è mancata la volontà di Cairo di vendere (e manca anche adesso, se valuta il Torino più di 200 milioni) e di andarsene da sconfitto, da Berlusconi wannabe. Ovviamente tutto da dimostrare che altri al suo posto avrebbero fatto o farebbero meglio, diciamo almeno al livello Lotito, ma ciò che Cairo finge di non capire è che alla gente non importa della Champions ma solo di avere una squadra in cui identificarsi. Di sicuro per il Torino i vari Proto, Calà, Ciuccariello, D’Angieri, Tesoro, e chissà quanti ne stiamo dimenticando, sono stati uno scampato pericolo. 

stefano@indiscreto.net
 

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