Motta alla Ducadam

La finale della Lazio, i portieri italiani, la disponibilità per Baldini e la stagione di Palladino
Motta alla Ducadam
© LAPRESSE

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 23 aprile 2026, 12:23

La meravigliosa casualità del calcio ha fatto sì che Edoardo Motta, uno che a gennaio Sarri non voleva nemmeno come secondo portiere (e infatti si era opposto al prestito-cessione di Mandas, molto prima dell’infortunio di Provedel), abbia trascinato la Lazio alla finale di Coppa Italia contro l’Inter, il 13 maggio all’Olimpico. E a gennaio quasi ceduto era stato Romagnoli, autore del gol del vantaggio, a un passo dalla firma con l’Al-Sadd di Mancini prima che saltasse tutto per motivi tuttora non chiari. Questo per dire che a volte, poche, anche una squadra semismantellata, pensando anche alle cessioni di Castellanos e Guendouzi e ai tanti in scadenza o in partenza, con l’allenatore che quasi non parla con il presidente da cui si è sentito beffato (le informazioni fornite da Lotito sul blocco del mercato erano state, eufesmismo, lacunose), può trovare una sua magia senza bisogno di troppe spiegazioni.

La retorica sugli italiani che non hanno spazio poco si presta al caso Motta, perché alla Lazio ha preso il posto di Provedel e la Juventus in cui è cresciuto prima di passare alla Reggiana ha adesso in porta Di Gregorio e Perin. Di sicuro Motta ha compiuto un’impresa storica, perché tante volte in una serie finale ci sono stati 4 rigori sbagliati, fra parati e tirati fuori, ma pochissime 4 parati: il caso più famoso quello di Ducadam per la Steaua nella finale di Coppa dei Campioni di quaranta anni fa, quello più recente Safonov per il PSG nell’ultima finale dell’ormai inspiegabile Coppa Intercontinentale. Nel momento del disfattismo cosmico ci si può chiedere quanti portieri migliori di Motta vedremo fra le 48 squadre del Mondiale, o anche soltanto in quelle decenti. Lo schema, anche mediatico, di spiegare i fallimenti con i massimi sistemi davvero non regge.

A proposito di portieri, significativa la disponibilità data da Donnarumma a Baldini per le due inutili amichevoli di giugno con Lussemburgo e Grecia, obbligatorie per motivi contrattuali (rinunciare causerebbe alla FIGC un danno da 5 milioni), partite in cui il traghettatore azzurro trapianterà in prima squadra buona parte della sua Under 21. Non si tratta di pubbliche relazioni per il futuro, visto che le possibilità di Baldini per il grande salto, con qualunque presidente federale, sono minime. Altre telefonate arriveranno, complice il fatto che nessuno abbia finali, e nemmeno semifinali, europee da giocare. Certo se si materializzasse l'incredibile ripescaggio ai danni dell'Iran il c.t. azzurro al Mondiale sarebbe Baldini. Quindi non si sa mai...

Tornando alla Coppa Italia, è chiaro che il risultato darà un po’ di pepe alla corsa per l’Europa League, con l’Atalanta staccata di 4 punti da Como e Roma quinte. Va da sé che il 13 maggio Como, Roma e Atalanta tiferanno Inter: in caso di vittoria della squadra di Chivu i posti in Europa League passando dal campionato sarebbero due (in questo momento di Como e Roma), mentre se vincesse la Lazio dello squalificato Sarri il posto in Europa League attraverso la classifica sarebbe solo uno, con la sesta della A in Conference e la settima fuori da tutto. Di sicuro gli ultimi due turni di campionato saranno giocati già sapendo quale sarà l’obbiettivo, senza bisogno di troppi 'se'. Prematuro quindi un bilancio della stagione di Palldino, ricordando comunque che da quando la allena lui, l’11 novembre scorso, L’Atalanta ha fatto un punto più del Como e ben 7 più della Roma. 

stefano@indiscreto.net
 

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