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Tutto un programma

Pubblicato il 21 aprile 2026, 11:23
L’incontro di Malagò con i presidenti della Serie A ha ufficializzato ciò che già era noto e cioè che il programma di Malagò come presidente della FIGC coincide con Malagò stesso, con la sua figura, la sua storia, la sua rete di relazioni. Nulla di male per un politico, ma certo nessuno si aspetti rivoluzioni con lui e tantomeno con Abete, che la Serie A comunque non vuole. Zenica è ormai lontana, quasi come il ripescaggio acchiappaclick. Adesso è il momento della prudenza, del front runner che non vuole far incattivire gli inseguitori e che fa sperare i tanti aspiranti c.t..
L’ultimo mese di campionato di una Roma virtualmente fuori dalla Champions non sarà segnato dall’obbiettivo Europa League, comunque importante, ma dal borsino Gasperini-Ranieri, partita in cui il pareggio sembra impossibile. Come già scritto dal Guerino, pur con tutto l’amore per la Roma Ranieri non ci tiene a rimanere e a fare la figura mediatica del cattivo, oltretutto in un club che non ha un vero dirigente di riferimento nella quotidianità: l’ultimo amministratore delegato è stato Lina Soulokou, e parliamo ormai di un anno e mezzo fa. Sarebbe il momento di Totti, se negli ultimi nove anni avesse fatto una qualche esperienza dirigenziale invece di fare Totti. In sintesi, sarebbe una sorpresa se Gasperini se ne andasse e se Ranieri rimanesse.
Se già marchi di scommesse come main sponsor (esempi: Betsson-Inter ed Eurobet-Roma) di maglia sono discutibili, con Polymarket-Lazio, all’esordio nella partita vinta sul Napoli, si è andati oltre. Perché Polymarket non è un sito di scommesse sportive in senso stretto, ma una piattaforma in cui si scommette su tutto, anche su eventi politici ed economici. Ma soprattutto è un sito geobloccato in quasi tutti i principali paesi del mondo, Italia compresa. In altre parole possiamo vedere le quote, per nostra informazione, ma non puntare o bancare. A cosa serve far conoscere un marchio che comunque non si può sfruttare in Italia e in quasi tutta Europa? Mah… Comunque buon per Lotito, che con questi quasi 10 milioni a stagione ha portato la Lazio al quarto posto in Serie A come introiti dal main sponsor di maglia, dietro a Inter, Milan e Roma, con asterisco per Juventus, Fiorentina e Sassuolo che hanno lo sponsor di famiglia.
La stagione del Bologna è finita la scorsa settimana, fra Aston Villa e Juventus, al di là delle dichiarazioni la corsa per l’inutile ottavo posto non può emozionare chi l’anno scorso era in Champions League (perché le italiane erano seconde nel ranking stagionale UEFA 2023-24, non per diritto divino) e quest’anno aveva comunque ambizioni. Ambizioni certo non basate sugli investimenti, visto che soltanto Genoa e Parma in Serie A hanno incassato di più dal mercato (e quindi 17 squadre hanno speso più del Bologna) e che il monte ingaggi della squadra di Italiano è il decimo. Magari le nuove generazioni di tifosi sono state educate dagli sventolatori di bilanci, saranno quindi più soddisfatte di Italiano. La strada per diventare l’Atalanta è comunque ancora lunghissima, più dei 6 punti differenza in classifica.
Il pareggio d’altri tempi, quando il pareggio valeva qualcosa, fra Lecce e Fiorentina, fa sorridere le tante squadre (fra cui la stessa Fiorentina) che rimarranno in Serie A grazie agli ultimi due agghiaccianti mesi di Cremonese e appunto Lecce, mai considerando pervenute Verona e Pisa (che però a gennaio almeno ci ha provato). Davvero è incredibile, o forse no, che nessuno si ponga il problema della credibilità, solo in piccola parte legato alle 20, 18, 16 squadre.
stefano@indiscreto.net
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