Nelle mani di Donnarumma

L'ottantesima di Bergamo, il caso Chiesa, Kayode per Baldini, i preoccupati per il Como
Nelle mani di Donnarumma
© LAPRESSE

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 25 marzo 2026, 14:34

Non è fantacalcio ipotizzare che il Mondiale dell'Italia possa passare dai calci di rigore, soprattutto nella eventuale seconda partita: siamo insomma nelle mani di Donnarumma, miglior portiere del mondo per tutti tranne che per gli italiani, soprattutto quelli milanisti. Fa impressione notare che a Bergamo a soli 27 anni di età toccherà le 80 (!) presenze in Nazionale: più giovane di sempre a raggiungere questo traguardo, senza stare a elencare tutti gli altri record e anche il ritorno di moda del portiere-portiere (trend ovviamente intercettato dal sempre trendy Guardiola) che lo fa sembrare più moderno dei troppi Higuita dei poveri. Tutto è percezione: se il nostro Donnarumma fosse una punta diremmo che l'Italia è una buona squadra con un fuoriclasse, ma siccome è un portiere possiamo spingerci solo fino al buona squadra, sperando di non essere omaggiati di un 'good team' alla Solskjaer.

In questo momento il caso Chiesa interessa davvero a nessuno, nemmeno a Gattuso, ma di certo se ne riparlerà nell'eventualità di una qualificazione mondiale. Mai era successo che un giocatore senza problemi fisici certificati rispondesse a una convocazione in Nazionale per poi fare marcia indietro una volta arrivato in ritiro. Certo al Liverpool di Slot è una riserva fissa, ma una riserva spesso giocante e lo stesso Gattuso lo avrebbe schierato soltanto in situazioni disperate (così gli aveva detto più volte, sia pure usando altre parole), come esterno in un 4-2-4 iperoffensivo. Nemmeno il c.t. ha capito il perché di questo comportamento, ma è probabile che con lui o con altri la storia azzurra di Chiesa sia finita qui. 

Altro incrocio strano fra Premier League e Nazionale è quello che riguarda Michael Kayode, che nel Brentford sta giocando una buonissima stagione e che nel ruolo avrebbe meritato la convocazione di Gattuso almeno quanto Palestra. Mai però Gattuso ha pensato a lui, se non in caso di epidemia, e la cosa ancora più strana è che l’ex giocatore della Fiorentina non sia mai stato preso in considerazione nemmeno da Baldini, che nelle 6 partite di sua gestione non l’aveva nemmeno convocato, nonostante in tutta la stagione sia stato infortunato… un giorno! Titolare in Premier League… Convocazione Under 21 arrivata ieri, per le partite contro Macedonia e Svezia. Nazionali giovanili con logiche che sfuggono, a meno di non fare la solita citazione di Cassano. 

Si stanno moltiplicando le preoccupate analisi sulle difficoltà che avrà il Como nell’affrontare la prossima Champions League, sempre che riesca a conservare il quarto posto. Analisi in certi casi con motivazioni non genuine, ma in altri fondate anche se non per il fair play finanziario UEFA che almeno nella prima stagione europea del club non avrà alcun impatto e anche in seguito potrà essere gestito con un settlement agreement o addirittura rientrando nei parametri (per farlo si può usare anche il player trading, entro certi limiti). C’è il problema Sinigaglia, che non è di capienza (già adeguata) ma di infrastrutture, con possibile emigrazione verso uno stadio che non sia impegnato con le coppe, tipo Reggio Emilia. E c’è quello della rosa, visto che in quella del Como attualmente ci sono solo due cresciuti in settori giovanili italiani (per un minuto complessivo di impiego, ma questo è un dettaglio), quando per le competizioni europee ne servono 4, più altri 4 cresciuti nel settore giovanile del club. Nel caso, non sarebbe un grande problema, fra il ritorno di Rispoli dal Catanzaro, la promozione di talenti tipo Andrealli e qualche acquisto mirato. Comunque quando il gioco si fa duro vengono mandati in prima linea anche gli sventolatori di bilanci. 

stefano@indiscreto.net

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