Il cammino dell'Inter

La corsa scudetto riaperta, il ritorno di Vlahovic e Milik, l'Europa di Sarri, la colomba di Motta, il silenzio di Gasperini e il saluto di Chiesa
Il cammino dell'Inter
© Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 23 marzo 2026, 10:49

La crisi dell’Inter senza Lautaro Martinez per la settima partita (e mezzo) consecutiva è proseguita a Firenze, in una partita in cui gli errori sottoporta, meno del solito perché al Franchi le occasioni sono state davvero poche, anche per merito della Fiorentina, si sono sommati a quelli di giocatori che negli anni passati hanno dato tutto. L’analisi del calendario (nelle ultime 8 partite Roma, Cagliari, Parma e Verona in casa, Como, Torino, Lazio e Bologna in trasferta) e i 6 e 7 punti di vantaggio su Milan e Napoli sono meno importanti dell’involuzione di una squadra che come spirito si è spenta dopo la partita con la Juventus e, appunto, con l'infortunio del suo capitano a Bodø (solita parentesi: farsi male muscolarmente è segno di cattiva gestione, non sfortuna). Non è soltanto una questione di testa, del famoso braccino, perché tanti giocatori di Chivu sono fisicamente in riserva, e del resto anche a Firenze si è vista una squadra piena di giocatori che quasi camminano: da Barella a Zielinski a un Thuram impresentabile. Le fumose teorie sull’utilità del farsi eliminare presto dalla Champions si sono rivelate per quello che sono e i pochi minuti per Sucic, Luis Enrique e Bonny, con Diouf fisso in panchina, raccontano di un mercato fallimentare, nascosto da una squadra che già era forte e che Chivu ha fin qui cavalcato con intelligenza. Sosta che per l’Inter arriva al momento giusto, per riflettere sui matchpoint ancora sulla racchetta, proseguendo con le metafore tennistiche, senza dimenticare che nemmeno Milan e Napoli stanno incantando e che a Pasqua, oltre a Inter-Roma, c’è Napoli-Milan. 

Se Locatelli non avesse tirato il rigore in bocca a Muric, facendogli fare una parata in presa tipo Stallone in Fuga per la vittoria, saremmo magari qui ad esaltare la mano di Spalletti. Quindi eviteremo di fare il contrario anche se l’entusiasmo che desta l’ex c.t. della Nazionale in gran pòarte dei media, meno nei tifosi, è discutibile: davvero la Juventus vuole iniziare un ciclo con un allenatore di 67 anni dal carattere difficile e con una rosa da ribaltare? Situazione interessante, come quella della punte: è bastata la breve apparizione (18 minuti, recupero compreso) di Vlahovic, assente da fine novembre, e Milik, fuori causa dal maggio del 2024, per far capire cosa sarebbe stata questa squadra se non avesse sbagliato clamorosamente mercato, a partire proprio da David e Openda rimasti inchiodati alla panchina nel momento in cui la Juventus è andata all’assalto del Sassuolo decimato dalla pertosse (4 fuori per questo motivo, da sommare agli altri infortunati) ma tutt’altro che in assetto da ‘Scansuolo’ pur avendo ormai zero obbiettivi.

Dopo mesi in cui Lotito e Sarri si sono detti di tutto, anche in pubblico, è più che possibile che il loro rapporto possa continuare al di là della presenza di un contratto fino al 2028: nessuno dei due può in questo momento trovare di meglio, rispettivamente, di Sarri e della Lazio. Al Dall’Ara la squadra ha trovato la terza vittoria consecutiva, con l’ormai consueto assetto ‘basso’ che Sarri può permettersi (il bollino di maestro è per sempre) senza passare per resultadista e il rigore che Motta ha parato a Orsolini, scavalcando proprio la squadra di Italiano all’ottavo posto: piazzamento che conta zero visto che l’impossibilità della quinta italiana in Champions toglie ogni speranza per l’ottava. L’Europa della Lazio passa dalla Coppa Italia, soltanto vincendola, e quella del Bologna soltanto dall’Europa League (e si è visto dalla formazione di ieri, con metà dei titolari cambiata), anche in questo caso soltanto vincendola. 

Il rigore che Edoardo Motta ha parato a Orsolini si presta a qualche considerazione demagogica (i giovani italiani che non hanno spazio, eccetera) che diamo per fatta e ad una statistica: per trovare in Serie A un portiere pararigori più giovane del ventunenne Motta bisogna risalire al Donnarumma ventenne, non male. Il punto è che Motta, preso per un milione dalla Reggiana, è stato una ‘lotitata’ pura, con l’operatività di Fabiani, visto che Sarri come secondo portiere avrebbe tenuto il più esperto Mandas, pur non avendo niente contro Motta. Poi è chiaro che senza l’infortunio di Provedel non si sarebbe saputo niente di Motta in ogni caso: il calcio è anche fortuna, di genialità ma con il senno di poi, di sicuro è un gioco a somma zero in cui il bene di uno corrisponde al male di qualcun altro. 

Il silenzio di Gasperini dopo la vittoria sul Lecce è di quelli parlanti, visto che la Roma ha finito, e non per scelta, la partita con in campo un ventenne, un diciannovenne e un diciassettenne, per quanto bravi. Al di là di come finirà la stagione, perché il quarto posto sarà la differenza fra il bene e il male, non ha lasciato Bergamo per mettere la faccia su un progetto di player trading in un ambiente molto più difficile ed esigente. Anche se non va dimenicato che lui voleva Raspadori e la Roma gli ha poi preso Malen, non proprio una cattiva idea. Poi l'entusiasmo dei tifosi per Ranieri, sceso in campo per premiare proprio Malen come miglior giocatore di febbraio della Serie A, non gli ha fatto tornare il sorriso. Futuro comunque più incerto per Massara, in queste settimane di rivalutazione di Giuntoli, che per Gasperini. 

Da oggi testa soltanto agli spareggi mondiali, in ogni caso sperando che la seconda partita per l’Italia non sia la tremenda amichevole fra le battute che già fu giocata nel 2022 contro la Turchia. Nemmeno il tempo di festeggiare il ritorno azzurro di Chiesa che l'attaccante del Liverpool è stato rimandato a casa, per imprecisati problemi fisici: eppure sabato aveva giocato nel finale della partita con il Brighton e da settimane si era accordato con Gattuso: storia strana. Al suo posto Cambiaghi, mentre da valutare sono Mancini, Bastoni e Scamacca. In ogni caso i quattro mesi di elucubrazioni, a fronte di un solo allenamento, quello di domani, sono finiti.

stefano@indiscreto.net
 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Chiesa a sorpresa

Gattuso per gli spareggi, la Roma dopo Gatti, la svolta di Giampaolo

Atalanta non da Superlega

La migliore italiana di Champions, gli ingaggi delle corazzate, la cessione di Leão e l'addio a Michael Hartono