Aspettando la Nations League

I viaggi di Gattuso, la Superlega vincitrice, il progetto Italiano e i soldi di De Zerbi
Aspettando la Nations League
© LAPRESSE

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 13 febbraio 2026, 11:42

Il sorteggio dei gironi di Nations League, che ha collocato l’Italia insieme alla Francia probabilmente di Zidane, al Belgio di Garcia e alla Turchia di Montella, ha regalato strane sensazioni. Perché prima del 31 marzo parlare del futuro della Nazionale (la Nations League parte il 24 settembre) sembra quasi che porti male, con i viaggi di Gattuso in giro per l’Italia e per il mondo che trasmettono insicurezza e rendono credibile qualsiasi ipotesi: il ritorno di Verratti non sarebbe nemmeno la più strampalata fra quelle che circolano visto che il commissario tecnico nelle ultime settimane ha incontrato quasi 50 convocabili. In ogni caso la Nations League non sarà un suo problema, a meno di un Mondiale clamoroso. 

Altro che morte. La Superlega ha vinto, il comunicato di Real Madrid e UEFA lo ha certificato. Perché la Champions di oggi, con stagione regolare da 8 partite sicure, è soltanto la base per un allargamento a 10 o 12, verso un vero e proprio campionato europeo dove più o meno due terzi delle squadre sarà fisso. Semplicemente i grandi club, con uno strumento di pressione organizzato nemmeno troppo bene (ma con l’avallo silenzioso di Infantino), hanno costretto la UEFA ad autoriformarsi e ad avere una fetta minore della torta televisiva pur rimanendo formalmente padrona del giochino. Prossimo passo non annunciato, perché tutto va fatto digerire, una terza lega ad avere cinque squadre per ranking: se ne parlerà per il 2027-28. Per la prossima stagione, ancora con due sole premiate, l’Italia è attualmente quinta.

Domenica c’è Torino-Bologna e per la prima volta da quando è al Bologna la quota dell’esonero di Vincenzo Italiano è scesa sotto la pari, mentre scriviamo queste righe è 1.75: in parole povere dopo l’eliminazione in Coppa Italia e tutto il resto significa che il mercato ritiene la fine anticipata della sua stagione al Bologna più probabile di una stagione chiusa sulla stessa panchina. Non significa che sia vero, perché Saputo, Fenucci e Sartori sembra non l’abbiano messo in discussione e del resto sarebbe insensato farlo con un allenatore che è a centroclassifica con una squadra da centroclassifica. Comunque una lezione per chi straparla di ‘tradimento’ quando una persona sceglie un’opportunità migliore: nella primavera scorsa, dopo la clamorosa vittoria in Coppa Italia, Italiano era il primo candidato per il Milan e uno di quelli in lizza per l’Inter, ma scelse di rimanere al Bologna e addirittura di prolungare fino al 2027, nel nome di quello che si usa chiamare progetto.

Molti hanno un problema con Roberto De Zerbi, più o meno tutti quelli che ritengono più probabile la vittoria giocando consapevolmente da cani o comunque le idee in contraddizione con i risultati. Per questo in un mondo in cui la patente di uomo vero si distribuisce con facilità non è stato adeguatamente sottolineato il fatto che per la terza volta in carriera De Zerbi a Marsiglia abbia rinunciato in parte (in questo caso ci riferiamo alla stagione 2026-27), e sottolineiamo 'in parte', ad essere pagato, purché venisse dato tutto al suo staff e lui potesse sentirsi libero. Non si tratta di atti dovuti, anzi. 

stefano@indiscreto.net

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

De Zerbi da Serie A

La nuova avventura di un'icona, il campionato di Conte e il Fantacalcio di Lega

La stella di David

La Juventus di Spalletti produce molte più occasioni di quella di Tudor, ma è zavorrata dagli errori sottoporta. Non è comunque più sfortunata rispetto a mezza Serie A...