Calcio alle Olimpiadi

La serata di Verona-Pisa, le riserve di Chivu, la Roma di Ranieri e Totti
Calcio alle Olimpiadi
© LAPRESSE

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 5 febbraio 2026, 16:01

Com’è il rapporto del calcio con le Olimpiadi? Cattivo per quelle estive, dove il calcio è presente, inesistente quelle invernali. E Milano-Cortina 2026 non fa eccezione, come provato anche da Verona-Pisa in contemporanea con la cerimonia inaugurale di San Siro. Detto che ci sono contratti televisivi da rispettare, la presunzione è che chi è interessato alla sfida fra Sammarco e Hiljemark non possa capire l’importanza di un evento globale che da decenni manca in Italia e che quindi Verona-Pisa non si possa rimandare. Chiaramente per questa contemporaneità non muore nessuno, anzi Verona-Pisa avrà più ascolti di quasi tutte le gare delle Olimpiadi, ma rimane lo stesso una cattiva idea di una Lega che vuole (voleva) conquistare il mercato australiano ma non sa nemmeno cosa accede a casa propria. 

L’Inter B, con un solo titolare (Thuram), in campo dall’inizio, non è riuscita contro il Torino a farsi buttare fuori dalla Coppa Italia e forse, viste le parole di Chivu nel dopopartita, nemmeno voleva farlo. Fatto sta che il dibattito è sempre il solito: meglio uscire prima, da una competizione che interessa soltanto a chi non può arrivare al posto di Europa League tramite il campionato, o giocarsela comunque, anche con riserve che valgono i titolari di molti avversari? In realtà tutti hanno già risposto: meglio giocarsela. Lo stesso Milan ha superato due turni con Bari e Lecce, prima di uscire con la Lazio agli ottavi ma schierando la miglior formazione possibile in quel momento. Quasi B, paragonabile all’Inter vista a Monza, era invece il Napoli passato ai rigori con il Cagliari. Sono situazioni che stimolano l’orgoglio delle riserve, sempre che questo orgoglio ci sia, e soprattutto quello dell’allenatore che può far vedere la sua mano con il Kamate o il Cocchi di turno. 

Cosa fa Claudio Ranieri alla Roma? Lui quasi un anno fa era stato profetico: “Senior advisor? Non so cosa voglia dire”. L’unica cosa sicura è che evita di dare fastidio a Gasperini, che sembra sempre sul punto di esplodere, senza però delegittimare Massara, il tutto filtrando gli input contraddittori dei Friedkin, un giorno player trading e il giorno dopo squadra per la Champions. Una posizione ben più scomoda di quella di commissario tecnico della Nazionale, visto che il suo nome sarebbe stato approvato da tutti, senza contare il curriculum diverso da quello di Gattuso. Ranieri è adesso ricomparso sui radar mediatici, su Sky Sport, per ipotizzare, quasi annunciare visto che ha citato i Friedkin, un rientro alla Roma di Totti, come se fosse un Totti diverso da quello che qualche anno fa fu messo nelle condizioni di andarsene. Forse Ranieri non si è ancora pentito del gran rifiuto nei confronti dell’azzurro, ma lo farà. 

stefano@indiscreto.net


 

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