La scoperta di Vergara

Il Napoli in emergenza, gli ultras dell'Inter, la plusvalenza con Lookman, il mercato per Gilardino e Zanetti
La scoperta di Vergara
© Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 2 febbraio 2026, 11:45 (Aggiornato il 2 febbraio 2026, 22:35)

Senza l’ecatombe di infortunati che ha dimezzato il Napoli, da Conte definita ‘sfortuna’, nessuno avrebbe mai visto ad alto livello Antonio Vergara, napoletano cresciuto nel Napoli ma a 23 anni, dopo diverse stagioni in prestito e un grave infortunio, schierato titolare sul serio (quindi senza contare la Coppa Italia) soltanto quindici giorni fa. Non vogliamo sostenere che il Pallone d’Oro 2026 sarà suo, ma sia nelle due partite in Champions sia in Serie A Vergara ha dimostrato di essere al posto giusto, con personalità, facendo meglio di alcuni mezzi giocatori che zavorrano le rose e i bilanci di tanti grandi club, Napoli compreso. Nella storia di Vergara non c’è una lezione o una morale, ma soltanto la realtà di addetti ai lavori ai quali conviene sotto ogni profilo rivolgersi all’esterno invece che lavorare su ciò che si ha. Il mondo in cui un mediocre portoghese gioca in Bulgaria e un mediocre bulgaro, nello stesso ruolo e con lo stesso stipendio, gioca in Portogallo. 

Il petardo lanciato a Cremona dalla curva interista poteva fare malissimo ad Audero, che comunque si è fatto male davvero ed è rimasto in campo quando il 99% dei suoi colleghi sarebbe uscito, ed era in qualche modo stato annunciato da altri lanci. A questo punto inevitabile anche per i tifosi neroazzurri il divieto di trasferta fino alla fine della stagione, con possibile chiusura della ex Curva Nord anche per qualche partita casalinga anche se il lanciatore (che si è anche autodistrutto una mano) non apparteneva a gruppi ed anzi dopo il suo demenziale gesto è stato aggredito da altri ultras. Perché la responsabilità oggettiva, di fatto tolta ai club, vale invece per i tifosi. Qui volevamo arrivare, con questa domanda: la riforma del 2019 ha evitato ai club di essere ricattati dagli ultras o li ha soltanto in concreto deresponsabilizzati? Domanda antica, visto che i nuovi padroni stanno lavorando per un calcio finalmente senza ultras: gli anni Settanta stanno finendo.

Come fa una squadra in corsa in Champions League a privarsi di Lookman? L’Atalanta sta cedendo il nigeriano all’Atletico Madrid per 35 milioni, senza avere bisogno di questi soldi e senza che Lookman pressasse come aveva fatto in estate avendo alle spalle l’Inter e come aveva fatto anche l'anno prima. È evidente che i Percassi, per non dire Pagliuca, non credano al raggiungimento di un posto in Champions League e che, dal lato europeo, pensino che la Champions non la vinceranno in ogni caso anche se nel playoff con il Borussia Dortmund la squadra di Palladino non parte battuta. Tanto vale monetizzare, questo il ragionamento, evitando il ricorrente scontento di Lookman. Da notare che l'Atalanta realizza più plusvalenze, con il mitologico (per gli altri) player trading che da quando è diventata una squadra di prima fascia europea. Retegui avrebbe segnato più gol di Scamacca e Krstovic? (Risposta da vecchi: sì). 

Al netto della retorica sugli esoneri, che vuole l’allenatore sempre descritto come vittima, l’esonero di Gilardino al Pisa è strano, proprio adesso che la squadra si era rinforzata (...) in attacco con Durosinmi e Stojilkovic, oltre che con Loyola e Bozhinov, 20 milioni di spesa in totale per un clubn che l'anno scorso ne ha fatturati 16. Giocatori sconosciuti ai più, anche se abili utilizzatori di Google ci fanno credere di guardare 25 partite al giorno, ma graditi a Gilardino. Quindi in pratica il nuovo allenatore arriverà senza aver avuto voce in capitolo su alcun rinforzo o presunto tale. Il Pisa ha finora avuto una fase difensiva modestissima, la peggiore della Serie A anche se il Verona ha subito un gol in più, causa primaria della sola vittoria in 23 partite di una squadra sulla carta da bassa classifica ma non da retrocessione sparata. Colpa di Gilardino? Se sì, lo era anche due settimane fa.

Senza'ltro insensato, a prescindere dalla tempistica, è invece l'esonero di Paolo Zanetti, che dopo la brillante salvezza dell'anno scorso stava facendo giocare bene un Verona indebolito dalle cessioni di Coppola, Tchatchoua, Ghilardi (in pratica tutta la difesa), eccetera, e adesso anche di Giovane. Nonostante questo e andando oltre i punti in classifica, bisogna dire che il Verona di Zanetti se l'è quasi sempre giocata bene, con qualche acquisto mirato sarebbe tranquillamente da centroclassifica invece che all'ultimo posto. Poi i premi ad allenatori e dirigenti sembra vengano assegnati consultando Wikipedia.

stefano@indiscreto.net

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