Raspadori senza trading

La velocità dell'Atalanta, l'Italia di Arena, mille euro per De Siervo, la larghezza di Fabregas
Raspadori senza trading
© Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 14 gennaio 2026, 11:30

Il lungo derby Roma-Napoli per Raspadori è stato alla fine vinto dall’Atalanta, più convincente di un club dove l’attaccante della Nazionale sarebbe stato sicuro titolare (cosa che con Palladino potrebbe non essere da subito, a meno che non parta qualche trequartista) e di un altro con cui ha vinto lo scudetto segnando gol pesantissimi. Detto che Raspadori avrebbe chiuso in ogni caso anzitempo la sua fallimentare esperienza all’Atletico Madrid, è notevole il fatto che l’Atalanta abbia battuto la concorrenza non con i soldi, visto quanto la Roma ha speso per Robinio Vaz, o con lo scouting, perché Raspadori ha quasi 26 anni, ma soltanto con una catena di comando più snella e una filosofia sportiva basata più sul presente che sul trading (il mondo alla rovescia, quindi). Buona notizia per Gattuso, anche se la formula del doppio centravanti (finora la cosa migliore di questa gestione azzurra ) taglia un po’ fuori le punte alla Raspadori.

L’unica cosa positiva per la Roma nell’ottavo di Coppa Italia con il Torino è stata il primo gol con la Roma senior di Antonio Arena, uno dei tanti ragazzi, è del 2009, italiani, pur avendo lui iniziato a giocare in Australia (il Pescara lo prese nel 2022), che confermano che il problema della Nazionale non è mai stato il talento dei singoli, in assenza del mitologico calcio di strada, e nemmeno i club cattivi che odierebbero gli italiani, ma proprio la Nazionale come squadra, gestione, ambiente, supporto del sistema e anche dei tifosi. Basta confrontare l’Italia di Spalletti con quella di Mancini e dello stesso Gattuso, anche senza guardare i risultati. Arena, terzo con l’Under 17 di Favo al Mondiale di categoria, non è una rarità pur essendo stato precoce in tutto: primo 2009 d'Europa a segnare un gol in prima squadra, fra l'altro.

Quanto recupererà la Serie A dagli utenti di siti pirata ai quali ha chiesto mille euro a titolo di risarcimento? Poco più di zero, questa la facile previsione dopo l’annuncio di De Siervo in un’intervista al Sole 24 Ore. Ma il principio è comunque importante: guardare una partita, o un qualsiasi spettacolo, ascoltare un disco o leggere un giornale o sito web, può in certi casi essere gratis (nel senso di finanziato dalla pubblicità. Tipo la Coppa Italia su Mediaset) ma certo non è un diritto costituzionale. Sky e DAZN non saranno simpatiche, ma rimane incomprensibile come persone normali preferiscano pagare un abbonamento alla camorra o dare i dati della carta di credito a sconosciuti invece che a chi ha legalmente acquisito i diritti. Sarà perché siamo cresciuti (fino al 1993) senza partite di campionato in diretta…

L’allargamento di un metro del campo del Como, da 65 a 66 metri, per la partita di domani con il Milan, ha ricordato anche agli addetti ai lavori che le misure del campo da gioco nel 2026 sono ancora un’opinione, visto che il 105x68 è sì uno standard internazionale, oltre che una raccomandazione della stessa Serie A i cui campi (tranne Cagliari, Pisa e appunto Como) sono tutti 105x68, ma non un obbligo assoluto. Vale anche per la lunghezza: senza inventarsi esempi esotici basti pensare al Craven Cottage del Fulham, quindi Premier League, lungo 100 metri. Il luogo comune, e forse anche il pensiero di Fabregas, è che un campo più largo anche di un solo metro favorisca le squadre che mantengono l’iniziativa e non quelle che si difendono, ma in ogni caso non è possibile che la FIFA accetti campi da 90x45 o da 120x90 (quindi in linea teorica anche un quadrato 90x90). Facile pensare che entro pochi anni tutti si adegueranno alle misure Champions.

stefano@indiscreto.net

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