Via Gilardino

Con una tempistica a sorpresa il Genoa ha esonerato l'allenatore scegliendo al suo posto il campione del mondo 1998, finora in panchina non particolarmente brillante...

Via Gilardino
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Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 19 novembre 2024, 13:44

Le soste per le nazionali sono sempre state il momento più favorevole agli esoneri, ma quello di Alberto Gilardino dalla panchina del Genoa è stranissimo visto che è avvenuto con la ripresa del campionato ormai all’orizzonte: domenica il Genoa ospita il Cagliari in una sfida fra due squadre quartultime insieme al Como a 10 punti. A colpire non è la cacciata di un allenatore che finora al Genoa aveva fatto molto bene, sono cose che fanno parte del calcio, ma il nome del suo sostituto: un Patrick Vieira che conosce bene il calcio italiano ma che da allenatore, pur avendo l’aura del predestinato per i club in cui ha militato da giocatore (Milan, Arsenal, Juventus, Inter e Manchester City) non ha mai dato prova di particolari capacità. Anzi, è sempre stato esonerato o ha rescisso anticipatamente il contratto.

Di più: Vieira letteralmente detesta Mario Balotelli, ben conosciuto all’Inter e al City, al punto di sostenere che come carattere non fosse adatto a nessuna squadra: ed era ancora un Balotelli splendente, titolare della Nazionale, non certo il rinforzo low cost del Genoa di questi tempi. I casi della vita li avrebbero poi portati a lavorare (…) insieme al Nizza, certo non per loro volontà. Balotelli ci arrivò nel 2016 scaricato dal Liverpool dopo il prestito al Milan: fece due bellissimi campionati, prima dell’arrivo di Vieira. Pochi mesi di convivenza impossibile, con partenza dell’attaccante verso Marsiglia e verso la parte decisamente minore, come prestazioni, della sua carriera. Ecco, ci sono poche possibilità che le cose al Genoa vadano meglio: Balotelli ha 34 anni, Vieira è sceso di ambizioni, tutto è più triste e più facilmente usabile come pretesto per recriminare.

Ma tornando a Gilardino, viene da chiedersi cosa potesse fare di più con una squadra che aveva veduto Gudmundsson, Retegui e Martinez, e con un club sul mercato, con una proprietà nel mirino anche giudiziario. Fra l’altro il calendario ha fatto incontrare al Genoa praticamente tutte le più forti, 7 squadre su 8 fra le italiane nelle coppe europee, e adesso sarebbe arrivato un buon periodo, con 5 partite abbordabili (la prossima con il Cagliari, Udinese, Torino, Empoli e Lecce) e due difficilissime, con Milan e Napoli. Il margine per risollevarsi c’era e sulla carta avrebbe avuto più chance Gilardino di quante ne ha adesso Vieira. 

stefano@indiscreto.net

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