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Croatia v Italy: Group B - UEFA EURO 2024

LEIPZIG, GERMANY - JUNE 24:  Mattia Zaccagni of Italy celebrates with teammates after scoring his team's first goal to equalise during the UEFA EURO 2024 group stage match between Croatia and Italy at Football Stadium Leipzig on June 24, 2024 in Leipzig, Germany. (Photo by Claudio Villa/Getty Images for FIGC)© Getty Images for FIGC

L'Italia dopo Zaccagni

La Nazionale di Spalletti ha raggiunto la qualificazione agli ottavi di finale di Euro 2024 segnando il gol del pareggio con la Croazia a pochi secondi dalla fine. Un risultato tutto sommato meritato, di una squadra che però non sembra avere una direzione...

25 giugno

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L’Italia di Spalletti è ancora dentro a Euro 2024, senza sapere bene il perché, dopo l’1-1 con la Croazia pieno di emozioni pazzesche. Il gol di Zaccagni a 7 secondi dalla fine dell’ottavo minuto di recupero ha dato agli azzurri gli ottavi di finale contro la Svizzera, sabato alle 18, e la parte esaltante della vicenda è proprio questa: resuscitare quando tutti ti danno per morto. Anche se magari nemmeno sarebbe stata una morte, visto che dopo la fine del Gruppo A ci sarebbero state fondate speranze di essere ripescati anche con 3 punti: meglio non avere sfidato la sorte, gufando contro altri. Non è detto che finisca agli ottavi, anche se Spalletti nel dopopartita ha proseguito con la sua grottesca strategia motivazionale, sostenendo che i suoi giocatori hanno creato poco e con poca qualità. Se agli azzurri manca la tecnica non la impareranno in tre giorni, ma il problema non sembra questo o comunque non soltanto questo, tra elementi schierati in cattive condizioni come Dimarco, cambi di modulo, lentezza nella manovra e nessuna gerarchia se non quelle di volta in volta dà il campo e si danno i giocatori, in certe fasi quasi in autogestione.

Anche a questo giro ancora grande Donnarumma, che ha parato un rigore a Modric e ha poi fatto un altro miracolo, bravo Calafiori nei contrasti e con l’assist finale, molto vivo Chiesa quando è entrato, in riserva ma dando tutto Barella, decente Bastoni. Spalletti ha rimescolato le carte all’inizio, con tre novità di formazione oltre al 3-5-2 figlio forse di una contrattazione, e durante la partita chiudendo poi con tre punte e mezzo. Se le stesse scelte le avesse fatte un allenatore non ‘da progetto’, un Allegri qualunque, raddrizzando la partita alla fine con una prodezza estemporanea, adesso saremmo qui a processarlo. E a dirla tutta, questo suo atteggiamento un po’ da commentatore, da giornalista, come se il commissario tecnico fosse un altro, sta dando fastidio ai giocatori e non soltanto allo Jorginho ripreso platealmente durante Spagna-Italia. Chi ha seguito i 30 anni della ottima carriera di Spalletti sa bene cosa significhi quel suo sguardo fisso a terra, a bordocampo, quasi a dissociarsi dal proprio lavoro. 

Alla fine non si può dire che la Croazia abbia dominato e l’Italia rubato qualcosa, anzi nel sonnolento primo tempo pur andando sotto come possesso palla gli azzurri hanno avuto l’occasione di Bastoni e non hanno mai davvero sofferto. E nel secondo tempo, subito dopo il gol di Modric, la reazione c’è stata e contro una squadra con alcuni campioni al capolinea ma sempre di prima fascia. Il luogo comune, ma anche la realtà, dicono che i grandi tornei comincino con l’eliminazione diretta e mai come per l’Italia 2024 questo è vero. Se il risultato è stato nella sostanza meritato, ricordando anche la cattiva figura fatta dalla Croazia con Spagna (ma giocando un po' meglio degli azzurri, al di là dei gol) e Albania, l'identità di gioco non c'è: un’Italia informe come la terrificante giacca Armani imposta al c.t. e allo staff azzurro. Il risultato è quindi arrivato, basandosi su invenzioni del momento, ma in un anno non si è costruito niente se non uno spirito molto buono: tutti danno la sensazione di fare quello scatto in più per aiutare il compagno, più che l'allenatore, e non sarebbe un cattivo punto di (ri)partenza. Però potremmo dire le stesse cose di mille squadre e sempre con il senno di poi.

La Svizzera, quindi. E poi magari l’Inghilterra nei quarti la Francia in semifinale, la Spagna in finale per vendicare l’umiliazione di Gelsenkirchen. Questi i sogni, proibiti ma nel calcio non impossibili. La realtà è quella di una squadra solida, soprattutto a centrocampo con Freuler e Xhaka, con un modulo quasi fisso, il 3-4-2-1, che a Euro 2024 è piaciuta contro l’Ungheria e molto contro la Germania. Mancherà lo squalificato Widmer a destra, ma per il resto tutti a disposizione in una Svizzera che si sa chiudere benissimo. Senza creare miti in stile Flo ’98 o De La Cruz 2002, da Sommer a Embolo, passando per Akanji e Aebischer, senza dimenticare i colpi di Shaqiri che dovrebbe partire dalla panchina, gli svizzeri sono tutti giocatori straconosciuti e in media di una cilindrata simile a quella degli italiani. Il fallimento della FIGC è questo, non una eventuale eliminazione che ci starebbe anche: un paese dove tutti provano a giocare a calcio che ha una classe media simile a quella di un paese con un ottavo degli abitanti. Con i responsabili di settore che si beano delle inutilissime medagliette giovanili e allenatori che si piccano di essere prima di tutto ‘educatori’, in modo da non essere criticati mai. I discorsi sui massimi sistemi c’entrano però poco con una singola partita o con una serie di partite. Vincono e perdono le squadre, non i movimenti: cosa avremmo dovuto dire dopo Euro 2020? Quello non era il Rinascimento, questo non è un disastro. Azzerando tutto, dal punto di vista psicologico, si potrebbe scommettere su un’Italia-Svizzera che finisca ai calci di rigore: la cosa terribile è che ci sembrerebbe anche un buon risultato.

stefano@indiscreto.net

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