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FC Internazionale v SS Lazio - Serie A TIM

MILAN, ITALY - MAY 19: Lautaro Martinez of FC Internazionale during the Serie A TIM match between FC Internazionale and SS Lazio at Stadio Giuseppe Meazza on May 19, 2024 in Milan, Italy. (Photo by Francesco Scaccianoce - Inter/Inter via Getty Images)© Inter via Getty Images

L'Inter nell'era di Oaktree

Il contratto di Lautaro Martinez, l'entusiasmo per Fonseca, la scelta di Fagioli e l'estate di Baroni

31 maggio

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Il mantra, a volte genuino ma a volte no, è che con l’arrivo di Oaktree per l’Inter non cambierà niente, tanto c’è Marotta che pensa a tutto. Ma non può essere vero. Questo al di là della vicenda Lion Rock, che magari durante l’assemblea di martedì a Palazzo Parigi sarà chiarita ma magari no: al di là del fatto che nella sostanza il secondo (presunto) azionista dell’Inter sia sempre stato uno strumento degli Zhang, nella forma è stato azionista fino a pochi giorni fa oppure è uscito di scena nel 2021, facendo confluire le sue quote nella Great Horizon degli Zhang senza che l’Inter lo comunicasse alla FIGC? Una storia da non tenere bassa, visto che nel peggiore scenario possibile per l’Inter potrebbe causare sanzioni finanziarie e penalizzazioni nel prossimo campionato. Ma il rinnovo del contratto di Lautaro Martinez c’entra zero con Lion Rock e molto con la natura di Oaktree. Perché soltanto in pochissimi casi i fondi quando comandano in un club di calcio permettono ai dirigenti di puntare sull’instant team: cioè ingaggi relativamente alti (magari per giocatori arrivati a zero), quindi commissioni alte per le operazioni partite da lontano (come Thuram), e pochi cartellini strapagati di giovani. Ecco, la linea di un fondo di investimento, anche senza la smania di vendere subito, è esattamente contraria. Il Milan con Elliott ha pagato Leão 50 milioni, Paquetà 40, Piatek e Tomori 35, Kessie 32, Theo Hernandez 23, Bennacer 18, Maignan 17, Tonali 16, solo per citare chi ha fatto bene o benino e non gli acquisti sbagliati. Tutti arrivati con ingaggi leggermente bassi, e quando le pretese sono aumentate Elliott non c’era già più. E quindi? Di sicuro Oaktree non ridimensionerà, ma di sicuro non riempirà l’Inter di contratti monstre, con giocatori quindi invendibili. Traduzione: Lautaro Martinez, con cui sembra si sia trovato l'accordo a metà strada (il contratto da 6 milioni netti all’anno fino al 2026 sarà prolungato e portato a 9 contro i 12 richiesti), rimarrà un’eccezione. E se all'ultimo la firma dovesse saltare è già pronto il solito schema. 

Lo scarso entusiasmo dei tifosi del Milan per l’arrivo di Paulo Fonseca è giustificato? La carriera dell’allenatore portoghese parla per lui: ovunque abbia allenato, dallo Shakhtar al Lille, ha portato gioco e risultati coerenti con il valore della rosa, in qualche caso (al Porto, o il secondo anno alla Roma) ha fatto peggio ma non si può comunque dire che Fonseca sia una scommessa, un salto nel buio. È quello che era Pioli nel 2019, cioè l’usato sicuro. Non è il Sacchi del 1987 e nemmeno l’ipotetico De Zerbi attuale, il profeta che può fallire ma che ha il mitico upside. Poi se le squadre sono costruite bene (per questo siamo più fissati sui dirigenti che sugli allenatori) fra i bravi professionisti le può davvero allenare chiunque. E se poi vogliamo uscire dal circoletto dei giochisti e citare uno che non faceva sognare possiamo andare anche al Capello 1991, che nel calcio maggiore aveva allenato soltanto per qualche partita quattro anni prima. Quanti interisti e napoletani nell’estate 2021 hanno festeggiato le firme di Simone Inzaghi e Spalletti? Eppure entrambi, come del resto Pioli, hanno vinto lo scudetto con gli stessi club che li stavano per esonerare.

La pubalgia di Acerbi ha tolto a Spalletti il primo dubbio sui 4 da tagliare, uno per ruolo (e in difesa non sarebbe stato Acerbi), sui 30 convocati da cui il 6 giugno usciranno i 26 per l’Europeo. Anche se Gatti è in preallarme i centrali di certo non mancano all’Italia. A questo punto, senza sparare mille nomi, si può dire che Meret sia in vantaggio su Provedel e che clamorosamente, visto che viene da sette mesi di squalifica e quindi senza partite, stanno salendo le azioni di Fagioli: da strampalata chiamata motivazionale a discutibile inserimento nei 26, sacrificando uno fra Ricci e Folorunsho o addirittura un attaccante più del previsto, il passo potrebbe essere breve. Lo stesso Spalletti ha parlato chiaramente di scelta tecnica. 

Marco Baroni ha salutato il Verona, dopo averlo salvato in maniera quasi incredibile per come la sqiuadra era stata ribaltata in gennaio. Decisione che ci sta, perché nella stagione degli allenatori ultrasessantenni (Gasperini, Mendilibar, forse Ancelotti, speriamo Spalletti) ci sta che a 61 anni Baroni si renda libero per giocarsi l'ultima chance di una grande panchina dopo una carriera che ha avuto momenti anche molto difficili, con tanti esoneri e cattivi ambienti. 

stefano@indiscreto.net

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