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Empoli FC v ACF Fiorentina - Serie A TIM

EMPOLI, ITALY - FEBRUARY 18: Joe Barone of ACF Fiorentina looks on during the Serie A TIM match between Empoli FC and ACF Fiorentina - Serie A TIM  at Stadio Carlo Castellani on February 18, 2024 in Empoli, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)© Getty Images

La Fiorentina di Joe Barone

Cinque anni in viola, la squalifica di Acerbi e la retrocessione di Iervolino

19 marzo

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Addio a Giuseppe ‘Joe’ Barone, il direttore generale della Fiorentina non ce l’ha fatta dopo l’infarto di domenica a poche ore dalla partita con l’Atalanta. Una perdita gravissima non soltanto per i suoi familiari e amici, ma anche per Commisso che di fatto la Fiorentina l’aveva acquistata nel 2019 sulla base delle relazioni e delle impressioni di Barone, già suo collaboratore nella versione moderna e minore dei Cosmos. Barone del club viola era diventato il plenipotenziario, occupandosi non soltanto delle strategie del club ma entrando anche nel merito calcistico delle scelte: la faccia sulle contestatissime cessioni di Chiesa e Vlahovic alla Juventus, poi rivelatesi azzeccate, è stata la sua anche se si tratta di due storie molto diverse. Così come è stata la sua la faccia sulla scelta degli allenatori, sempre ovviamente in sintonia con Commisso: l’esonero di Montella, l’andirivieni di Iachini, l’intermezzo di un Prandelli a fine corsa, la toccata e fuga di Gattuso fino all’ingaggio di Italiano. Non è riuscito a fare lo stadio nuovo, Barone, perché in Italia il partito trasversale della conservazione è maggioritario, ma il Viola Park è merito suo anche se i soldi erano di Commisso. È giusto in questo momento dire che parte della tifoseria lo contestava, per la politica dei passi troppo piccoli: i fatti dicono che i Della Valle venivano criticati quando arrivavano quarti e quindi non si possono far passare come trionfi i settimi e gli ottavi posti di Commisso e Barone, anche se nel frattempo la concorrenza ha cambiato passo. Di sicuro ci lascia un personaggio ruvido, che aveva la sua lista di buoni e cattivi, ma anche un bravo dirigente, cioè la figura professionale più difficile da trovare nel calcio. Un Barone che aveva chiuso in attivo, anche largo, 4 stagioni di calciomercato su 4 dopo il rosso della prima. In negativo si può dire che la rosa della Fiorentina non valga certo di più di quanto valesse nel 2019 anche se il contesto in cui muoversi è cambiato.

Il caso Acerbi è una di quelle rare occasioni in cui le opinioni non si possono separare dai fatti ed è per questo che il giudice sportivo non ha deciso subito, chiedendo un supplemento di indagini. Perché se il difensore dell’Inter ha davvero detto ‘negro’ a Juan Jesus durante la partita con il Napoli dieci turni di squalifica non sarebbero una pena severa, ma quella minima prevista dal codice di giustizia sportiva per situazioni di questo genere. Gli indizi, primo fra tutti il fatto che abbia chiesto scusa in campo, oltre alla versione di Juan Jesus riferita all’arbitro e poi messa su Instagram in risposta alla ricostruzione di Acerbi, sono contro Acerbi. È poi probabilissimo che Spalletti abbia parlato con Juan Jesus, visto che lo ha allenato un anno alla Roma e due proprio al Napoli, anche se ufficialmente ha detto (scherzando alla Spalletti) di avere trovato il telefono spento. Insomma, l’esclusione dalla Nazionale potrebbe non essere stata soltanto cautelativa, ed in ogni caso non spetta a Spalletti gestire un caso del genere. No al linciaggio preventivo, ma dopo l’accertamento delle parole realmente dette da Acerbi poi non ci sarebbe “Sì, ma…” che tenga. E non è nemmeno una questione etica o morale, visto che un professionista di 36 anni sa benissimo come deve comportarsi.

Quattro allenatori per finire in Serie B, senza avere la scorsa estate una delle tre peggiori rose della Serie A. Sulla carta, ovviamente. Perché Paulo Sousa, Pippo Inzaghi e Fabio Liverani non hanno mai trovato la chiave giusta e Liverani è stato il peggiore di tutti, un pareggio con l’Udinese e quattro sconfitte, oltre alla cattiva gestione del caso Dia, comunque già in essere prima del suo arrivo. Al di là di cosa potrà fare Colantuono, cioè niente, questa retrocessione porta la firma di Iervolino ed in parte di Walter Sabatini, che sotto Natale era tornato al capezzale della Salernitana.    

stefano@indiscreto.net  

 

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