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La seconda rivoluzione di Sabatini© LAPRESSE

La seconda rivoluzione di Sabatini

Il calciomercato della Salernitana, De Rossi da Champions, le grandi uguali e la smobilitazione del Verona.

Stefano Olivari

2 febbraio

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Il calciomercato di riparazione 2024 si è svolto ed è finito senza colpi da copertina, ma comunque con vincitori, vinti e soprattutto pareggianti. I valori della Serie A possono cambiare soprattutto in coda, anche se i rimescolamenti sono sempre come cambiare quattro carte a poker. A livello di zona Champions si è mossa bene la Roma, con Angeliño, Baldanzi e Huijsen, e ha fatto molto il Napoli, anche se dubitiamo che Mazzarri veda come titolare fisso uno solo dei nuovi acquisti. Stesso discorso per Juventus, Inter e Milan, che comunque non avevano bisogno di grandi operazioni mentre incredibile è stato l’immobilismo della Lazio. I casi più interessanti in fondo alla classifica, a partire dalla Salernitana dove Sabatini sta tentando il colpo già riuscitogli due anni fa: nove ingaggi, di cui almeno cinque (Boateng, Pellegrino, Zanoli, Basic e Weissman) probabili titolari fin da subito per Pippo Inzaghi, ma anche partenze importanti. Parentesi che non è tanto una parentesi: la squadra è fatta per funzionare subito e due anni fa Sabatini sostituì Colantuono con Nicola. Insomma, ogni partita può decidere l'esonero di Inzaghi. Il Frosinone ha di fatto sostituito tutta la difesa, ma la situazione più interessante è quella del Verona: lì più che di calciomercato bisogna parlare di smobilitazione, con la cessione di quasi tutti i giocatori importanti (da Djuric a Ngonge, passando per Hien, Doig e Faraoni) e anche di buona parte di quelli meno importanti. In zona Champions la Roma di De Rossi può pensare con ottimismo al futuro ma avremmo detto la stessa cosa anche con Mourinho. Alla fine, in questo mercato, possiamo dividere le 20 squadre di A in tre grandi gruppi.

MIGLIORATE – Prendendo in considerazione giocatori che davvero spostano equilibri dovremmo dire nessuna, ma se invece guardiamo alle alternative messe a disposizione degli allenatori allora di questo gruppo fanno parte la Roma, il Napoli, il Bologna fra i vari Castro e Odgaard, il Frosinone che si è concentrato sul suo reparto più debole, e tutto sommato anche il Cagliari, perché per i suoi obbiettivi Mina e Gaetano sono buoni innesti in una squadra che ha molti meno punti in classifica rispetto a ciò che già valeva.

UGUALI – Le prime tre della classifica. Inter, Juventus e Milan fra Buchanan, Djalò, Alcaraz, Terracciano e il ritorno di Gabbia hanno fatto qualcosa fra presente e futuro (soprattutto con Alcaraz), ma niente che influisca sui prossimi tre mesi. In particolare Inzaghi non ha avuto l’attaccante di riserva dei sogni, quello che davvero sposta (cioè Muriel), e Pioli avrebbe gradito un difensore centrale di qualità. La Salernitana, così come il Genoa, si è mossa moltissimo, ma i dubbi su tanti colpi rimangono: può salvarsi, ma due anni fa Sabatini anche sulla carta si era mosso meglio. Atalanta, Fiorentina, Sassuolo (che forse non ha capito il pericolo), Monza, Lecce e Empoli, che però ha fatto qualcosa per l'attacco, sono rimaste più o meno le stesse.

PEGGIORATE – Il Verona ha fatto un mercato da retrocessione, costretto dai problemi finanziari più che da scelte tecniche. Male anche l’Udinese, che è rimasta ferma ma avrebbe avuto bisogno di alzare la sua qualità media, drammaticamente inferiore a quella del recente passato anche perché oggi uno scouting decente lo fanno tutti. Stesso discorso, ad un livello molto più alto, per la Lazio, che ha perso Basic ma che non ha messo a disposizione, di fatto, nessuno in più a Sarri per affrontare anche la Champions: questo non significa che la Lazio farà male o che verrà sotterrata dal Bayern Monaco, ma certo Lotito non è venuto incontro al suo allenatore. Male il Torino, che ha fatto molto in entrata e in uscita, ma la qualità dei singoli partiti ci sembra superiore a quella degli arrivati, tranne Lovato (che comunque a Salerno spesso faceva panchina) tutti poco giocanti in questa stagione, da Kabic a Masina a Okereke. Strano, o forse no, l'atteggiamento di Cairo con la Champions a quattro o cinque punti dim distanza. 

stefano@indiscreto.net

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