L'uscita di Mourinho

Il ritorno di Dzeko, la maschera di Pioli, i muscoli della Roma e un nuovo minicampionato.

L'uscita di Mourinho
© AS Roma via Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 4 maggio 2023, 11:06

Dopo tanti scenari e ipotesi la lotta per la qualificazione alla Champions è finalmente arrivata al turno decisivo. Sabato Milan-Lazio e Roma-Inter, domenica Atalanta-Juventus: 6 squadre in 6 punti per 3 teorici posti, senza nemmeno pensare che due di loro potrebbero arrivarci vincendo la Champions e l’Europa League (in caso di doppietta il campionato ne qualificherebbe 3). L’ultimo giro ha detto bene alla Lazio, che con il suo più 6 sulle quinte ed il buon calendario può anche fare calcoli, benissimo all’Inter che ha ritrovato Dzeko, sta salendo di forma e che adesso è quarta, bene all’Atalanta, male a Milan e Roma anche se per motivi ben diversi.

Pioli ha infatti deciso di puntare tutte le sue fiches sulla semifinale di Champions con l’Inter, mercoledì prossimo l’andata, e contro la Cremonese ha di nuovo presentato un Milan in maschera, facendo partire dalla panchina i due che fanno la differenza, cioè Theo Hernandez e Rafael Leão, e anche Giroud e Tonali, Certo contro la Cremonese le seconde linee sarebbero dovute bastare ed avanzare, anche con sperimentazioni tipo De Ketelaere prima punta e Origi sulla fascia sinistra, ma così non è stato e contro la Lazio andrà fatto qualche calcolo in meno.

La formazione della Roma a Monza è invece stata dettata dagli infortuni, metà dei quali (quelli muscolari) una colpa di Mourinho e del suo staff, discorso che peraltro vale per tutti gli allenatori che si lamentano, infortuni a cui si è aggiunto anche quello di El Shaarawy, ma i due punti persi sono stati figli anche di un nervosismo e di una tensione che lo Special One da sempre usa come benzina ma che a volte possono essere ingestibili. L'uscita anticipata dal campo, le dichiarazioni contro l’arbitraggio di Chiffi (sbagliata l’espulsione di Celik, ma era il 95’…) e contro la società che non si fa rispettare hanno senso solo se fanno parte di una exit strategy, fra un mese sapremo.

Faticose ma pesanti le vittorie di Juventus e Atalanta, quelli che se ne intendono (e fra questi Adriano Galliani) hanno detto ai loro giocatori di impegnarsi anche per un ottavo posto che dovrebbe diventare settimo: il minicampionato di Fiorentina, Bologna, Monza, Torino, Sassuolo e Udinese, 6 in 4 punti, grazie alla giustizia sportiva potrebbe addirittura avere un senso. In coda la disfatta casalinga del Verona con l’Inter e la sconfitta dello Spezia con l’Atalanta lasciano tutto com’è per la terza che accompagnerà Cremonese e Sampdoria in B: il Lecce è 4 punti sopra a Spezia e Verona e va ricordato che in caso di parità di punti fra la diciassettesima e la diciottesima ci sarebbe uno spareggio salvezza, senza tenere conto di altri criteri. Nonostante il dominio del Napoli la stagione è ancora vivissima.

stefano@indiscreto.net

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