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Il Sarri di una volta
Le parole di De Laurentiis hanno sottolineato la nuova filosofia dell'allenatore della Lazio, del resto confermata anche dalle aride statistiche...

Stefano Olivari
Pubblicato il 7 marzo 2023, 16:05
Maurizio Sarri non è più quello di una volta, del resto niente e nessuno sono quelli di una volta. Dopo la sconfitta del Napoli con la Lazio è stato il suo ex presidente Aurelio De Laurentiis, fra un discorso criptosuperleghista e l’altro, a notare il cambiamento di pelle di uno dei rari allenatori rispettati sia da giochisti sia dai resultadisti. Ma al di là delle impressioni da bar, sempre confutabili, cosa dicono i numeri? Dicono che la Lazio terza in classifica è in realtà ottava come expected goals nei primi 25 turni di campionato, la settima (nel senso che solo sei fasi difensive sono state migliori) come expected goals concessi e l’ottava come differenza fra questi due valori. Senza ammorbare con statistiche trovabili ovunque sul web, se il calcio fosse uno sport giusto nella media la Lazio 2022-23 segnerebbe 0,22 gol a partita più della sua avversaria. In Serie A l’unica che ha questo valore oltre il gol di differenza a partita è il Napoli, e con questo sarebbe detto tutto sulla stagione. Nella sostanza la squadra di Sarri, confrontando la classifica vera con quelle più sofisticate, è quella che quest’anno sta ottenendo più di quanto meriti mentre le altre hanno valori più coerenti con i gol fatti e subiti reali. Questo non significa necessariamente che Sarri sia diventato un difensivista, anzi la sua fase difensiva è la peggiore fra i grandi club (quella migliore è della Roma di Mourinho, davanti a Napoli e Inter), ma che la Lazio è la squadra più concreta per merito dei singoli gesti tecnici dei suoi attaccanti e dei suoi difensori. A un livello più basso è un po’ lo stesso discorso che si può fare per il Bologna, mentre le squadre che stanno ottenendo molto meno di quanto meriterebbero sono Fiorentina e Verona. L’asterisco è il solito: con questo tipo di statistiche si possono giudicare intere stagioni o gruppi di partite, meglio ancora parametrando ogni punto al monte ingaggi, ma non il singolo incontro. Sfruttare bene un numero minore di occasioni non significa avere rubato, anzi. E comunque sì, Sarri non è più quello di una volta.
stefano@indiscreto.net
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