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Il ritorno della Juventus© Juventus FC via Getty Images

Il ritorno della Juventus

Una Serie A che giocherà una seconda metà di campionato con tanti asterischi, non soltanto quello del meno 15 punti per la squadra di Allegri...

Stefano Olivari

23 gennaio 2023

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Il clamoroso girone di andata del Napoli, chiuso a 50 punti, la pirotecnica Juventus-Atalanta, la lotta per la Champions apertissima, i casi Zaniolo e Skriniar e tutti gli altri temi normali del campionato scompaiono di fronte alla sentenza della Corte d’Appello Federale che ha trasformato molti in improvvisati giuristi, prima ancora di conoscere le motivazioni, per difendere o per attaccare quella che ormai è la ex dirigenza della Juventus, Andrea Agnelli in testa.

Certo è che comunque vada a finire, questo campionato sarà per sempre ricordato come quello dei 15 punti della squalifica per la Juventus. Situazione sportiva che rischia di peggiorare, in Italia e soprattutto in Europa, ma che anche se rimanesse uguale significherebbe un posto Champions in più da distribuire nel campionato delle seconde: Inter, Milan, Roma, Lazio e Atalanta per tre posti, con il resto del gruppo staccatissimo ed un ulteriore gigantesco asterisco: l’inchiesta sulle plusvalenze può rovinare tanti, a meno che le motivazioni della sentenza della Corte Federale di Appello (che ancora non si conoscono) non siano basate sulla lealtà sportiva, concetto ambiguo ma che consentirebbe politicamente di fare di tutto. 

Tutto il girone di ritorno si giocherà sotto questa cappa, rendendo in molti casi difficile capire per cosa esattamente si stia giocando. Le sanzioni possono colpire il passato o zavorrare il futuro, ma nel presente, con almeno tre possibilità di essere annullate, creano danni a tutti. Tutto è opinabile, anche il discorso dell’afflittività della pena che ha portato la Corte d’Appello quasi a raddoppiare le richieste dell’accusa. Perché la Juventus oggi ha 23 punti, contro i 37 della Roma vincitrice a La Spezia che ora come ora sarebbe in Champions: recuperare 14 punti in 19 partite è difficilissimo, ma non sarebbe fantacalcio. Quindi la pena potrebbe non essere una vera pena?

In attesa delle motivazioni della sentenza ci piace parlare dell’aspetto sportivo perché non è ben chiaro a questo punto cosa guarderemo, cosa commenteremo, cosa criticheremo. Fra la seconda tranche dell’inchiesta plusvalenze, la manovra stipendi, le decisioni della UEFA e soprattutto l’inevitabile coinvolgimento di altri club, ci aspetta un girone di ritorno basato sul nulla, con tutto ancora in discussione. Perché quasi nessuno si aspettava più di 3 punti di penalizzazione per la Juventus in questa prima fase, quindi siamo entrati in una nuova dimensione. Dove avranno grande importanza i media, visto che il 'Così fan tutti' ha in questa vicenda solide basi: finora sono sospesi fra un giustizialismo para-tifoso ed il solito garantismo da quieto vivere, ma presto dovranno scegliere. Ambiguo il comportamento di John Elkann, che nei 12 anni di Andrea Agnelli presidente non ha gestito la Juventus ma ne era comunque il padrone. 

Ma rimanendo sulla Juventus, cosa c’è da aspettarsi nell'immediato per la squadra? Il primo grosso cambiamento è che Chief Football Officer, insomma il responsabile della parte sportiva, è diventato Francesco Calvo. Tornato in bianconero circa 9 mesi fa per volere di Elkann, ma che in bianconero era stato già tanti anni come responsabile dell’area commerciale, prima di andare al Barcellona e alla Roma. Amico fin da giovane di Andrea Agnelli, poi meno amico visto che la moglie lo aveva lasciato proprio per Agnelli, è al tempo stesso una persona di esperienza ma non compromessa con il passato. Non si è mai occupato di calciomercato né di politica sportiva, in questa fase storica di sicuro un bene ma in generale non un grande biglietto da visita per quello che dovrebbe essere l'uomo di calcio più alto in grado. È evidente che il direttore sportivo del futuro non potrà essere Federico Cherubini, anche se per ipotesi gli venisse tolta la squalifica di 16 mesi. Ed è altrettanto evidente che Allegri, con ancora due anni di contratto, non sarebbe l’allenatore ideale per una Juventus ridimensionata a colpi di squalifiche e rifondata sui giovani. I giocatori stanno alla finestra, quelli che avevano mercato una settimana fa ce l’avranno anche a giugno, ma è chiaro che chi ritiene di avere un certo status non può stare fuori dall'Europa per una o più stagioni. Per il momento l'unica cosa sicura è che stiamo assistendo ad una rappresentazione e che la Serie A ne uscirà devastata. Colpa prima di tutto di chi ha commesso reati sportivi e non, beninteso, ma anche della tempistica delle sanzioni.

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