Juventus, la scommessa su Di Maria

Con l'espulsione nel primo tempo della sconfitta di Monza l'argentino ha confermato il suo momento no, ma anche l'assenza di programmazione del club. Perché non può essere sempre colpa soltanto di Allegri...

Juventus, la scommessa su Di Maria
© Juventus FC via Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 18 settembre 2022, 21:18

Tutto è stato ormai detto di Massimiliano Allegri e del suo finora fallimentare ritorno alla Juventus, ma al di là del futuro dell’allenatore è evidente che fra poco il mirino si sposterà sui giocatori e poi su chi li ha comprati, da Agnelli a Cherubini passando per Arrivabene. La sconfitta di Monza è la sconfitta di tutti, come è ovvio, ma la faccia è quella di Angel Di Maria. Finora mai in sintonia con Allegri, per usare un eufemismo, l’argentino ha giocato poco e male e a Monza ha visto bene di farsi espellere al 40’ del primo tempo per una gomitata ad Izzo. Ma al di là dell’episodio, decisivo per la vittoria di un Monza che già in parità numerica stava giocando meglio, la perplessità è per Di Maria in generale. Più vicino ai 35 anni che ai 34, in un ruolo dove la brillantezza fisica conta molto, Di Maria è stato salutato dal PSG dopo una stagione così così e con la Juventus ha firmato un contratto annuale: segno che la fiducia nei suoi confronti non era tanta già in partenza, ma Di Maria era comunque il grande nome da buttare in pasto ai tifosi e ai media. Nelle 9 partite di quest’anno, fra campionato e Champions League, è stato fuori per infortunio 4 volte e nelle altre 5 partite soltanto in un’occasione ha giocato più di un tempo, 66 peraltro ottimi minuti con il Sassuolo, con gol e assist. Scontata la squalifica, di minimo 2 turni, potrebbe tornare a metà ottobre nel derby con il Torino. Ma con quale spirito uno con il passato di Di Maria giocherà per la Juventus in quelle poche settimane che lo separano dal Mondiale, un Mondiale che l’Argentina ha tutto per vincere? Insomma, una scommessa costata alla Juventus cara (circa 9 milioni fra ingaggio e oneri vari) ma non carissima se parametrata al recente passato, che finora è stata persa ed il problema per chi è condannato a vincere è proprio questo. Al punto che non è fantacalcio pensare ad una separazione dopo il Mondiale, a prescindere dall’allenatore che ci sarà a gennaio. 

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