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Il capocannoniere Barella© Getty Images

Il capocannoniere Barella

La gratitudine di Mancini, gli attaccanti che non esistono, il calendario anticipato e la scommessa su Sottil. 

Stefano Olivari

8 giugno

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Anche nella vittoria di Cesena sull’Ungheria si è vista un’Italia con quell’entusiasmo che era stato perso da quasi un anno. E Mancini al 100% si è pentito di non avere dato via prima al rinnovamento, commettendo quell’errore di gratitudine che in parte pagarono anche Bearzot e Lippi. Non è una questione di valore tecnico, perché lo Jorginho dello scorso luglio era da Pallone d’Oro e Gnonto è già stato in parte ridimensionato, ma di saper tirare fuori il meglio da quella classe media da cui è composta quasi tutta la Nazionale. Questione di sensibilità, che Mancini possiede, e non è un caso che l’unico indiscutibile, anche mezzo infortunato, sia anche il calciatore italiano con la più alta considerazione nel resto del mondo, cioè Donnarumma. 10 titolari, tranne a

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