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Il vero valore dell'Italia© Getty Images

Il vero valore dell'Italia

La rosa di Mancini, la rottura di Sabatini e il prolungamento di Sarri

Stefano Olivari

3 giugno

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Quanto vale l'Italia? Dopo la disfatta con l'Argentina la domanda ha un valore sia finanziario sia tecnico, perché sembra quasi che Mancini debba ripartire da una rosa meno forte di quella di San Marino. Eppure per valori di mercato gli azzurri sono l'ottava nazionale del mondo, secondo le stime di Transfermarkt 588 milioni di euro contro i 1.300 dell'Inghilterra (dopata però dal sistema Premier League), i 1.020 della Francia, i 1.010 del Brasile, gli 859 della Germania, gli 823 del Portogallo, i 795 della Spagna ed i 603 proprio dell'Argentina. Poi i soldi non fanno gol, ma la vituperata Italia sarebbe sulla carta in grado di mettere in campo la sesta squadra d'Europa (e del resto è campione d'Europa...). Se non si divide il discorso sulla Nazionale da quello sul sistema calcio in Italia, questo sì davvero scadente a dispetto della presenza dei sedicenti migliori allenatori del mondo, la crisi non finirà tanto presto. Fra l'altro lo stesso Mancini non rientra, giustamente, fra i disfattisti, e le stesse speranze (senza fondamento alcuno, come la FIFA ha già informalmente spiegato a Gravina) di ripescaggio per il Qatar sono un messaggio proprio in questo senso.

Walter Sabatini è stato mandato via dalla Salernitana, nonostante sia stato fra i principali artefici della clamorosa salvezza ottenuta dal club di Danilo Iervolino. Una salvezza ottenuta grazie ad un mercato di gennaio condotto in tempi brevissimi, dopo la fine dell'era Lotito, con dieci arrivi, di cui solo uno considerabile acquisto (Ederson), quasi tutti rivelatisi decisivi: da Sepe a Verdi, da Fazio a Radovanovic, la squadra è stata prima ribaltata e poi affidata a Davide Nicola che per il miracolo ci ha messo molto del suo. Materia del contendere le commissioni agli agenti di questi arrivi last minute, troppo alte secondo Iervolino ma comunque mai messe in discussione fino a ieri. Curioso, ammesso che sia vero, che la rottura sia avvenuta per le comissioni all'agente di Lassana Coulibaly, arrivato con la precedente gestione. Comunque dopo gli anni alla Roma nessuna esperienza di Sabatini è andata oltre le due stagioni: Inter, Sampdoria, Bologna e adesso questi mesi alla Salernitana. Forse è arrivato il momento che compri un club in prima persona. E che direttori sportivi e procuratori capiscano che l'aria è cambiata: anche il meno esperto dei proprietari sa che esiste una immensa classe media, per cui è inutile farsi prendere per il collo. Un giocatore da Salernitana non ha dietro la porta Real Madrid e PSG.

Il prolungamento di due anni del contratto di Maurizio Sarri con la Lazio, quindi fino al 2025, con ingaggio aumentato a 3,5 milioni netti l'anno, dice molte cose ma principalmente una: Lotito non acquisterà Mbappé (ma questo già si sapeva) e farà una squadra gradita al suo allenatore, senza troppe partenze pesanti (il vero punto interrogativo è Milinkovic) e con acquisti mirati, a partire da un difensore centrale (Romagnoli o altri) ed un credibile vice-Immobile. Lo scudetto del Milan di Pioli ha cambiato molte considerazioni, e tutti pensano di poter arrivare almeno in Champions League di puro 'progetto', qualsiasi cosa voglia dire (spesso soltanto spendere meno). Nessuna delle prime 8 della classifica (Milan, Inter, Napoli. Juventus, Lazio, Roma, Fiorentina a Atalanta) ha infatti cambiato allenatore e quasi tutti i contratti hanno scadenze lunghe.

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