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Messaggio a Zaniolo© Getty Images

Messaggio a Zaniolo

La scelta di Mancini, l'Italia di Gnonto, l'addio a Perisic, l'attesa per Gasperini e il contesto del Forest

Stefano Olivari

31 maggio

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L'infortunio di Zaniolo non era così grave da doverlo rimandare a casa dalla Nazionale, è evidente che quello di Mancini sia stato un messaggio mandato da uno che se lo può permettere, visto che il commissario tecnico puntò su Zaniolo prima ancora che emergesse nella Roma. Tutti hanno letto della vicenda dei festeggiamenti post Conference League andati un po' oltre, inutile aggiungere qualcosa se non che Zaniolo sembra ormai calato perfettamente in questo ruolo di Balotelli 2.0, che ha molto raffreddato anche la stessa Roma, fra l'altro consapevole del fatto che sia uno dei pochi giocatori dai quali sia possibile ricavare soldi. Ma restringendo il discorso alla Nazionale, proprio il rapporto fra Mancini e Balotelli dimostra che i messaggi migliori debbano trovare una disponibilità a riceverli. 

Certo Zaniolo è uno dei pochi attaccanti italiani con una cilindrata fisica e tecnica di livello internazionale, anche facendo la tara alla Conference League. Certo Immobile è infortiunato, ma ha comunque 32 anni, ed il fatto che a Wembley l'Italia sfidi l'Argentina con un tridente Bernardeschi-Belotti-Insigne dice tutto. Chissà che da dieci situazioni alla Gnonto non esca un campione vero, magari lo stesso Gnonto: la sfida di Mancini per il prossimo quadriennio è questa, al di là del dettaglio, non più così scontato, di doversi qualificare per le fasi finali di Europei e Mondiali. 

Nell'estate 2021 l'Inter campione d'Italia era stata costretta a vendere Lukaku e Hakimi, in quella 2022 l'Inter seconda parte con il mancato rinnovo di contratto a Ivan Perisic, che ha quindi raggiunto Conte al Tottenham. Non avendo incassato niente dalla situazione e con un 2021-22 che si chiuderà presumibilmente a meno 120 milioni, significa che almeno un grosso nome (Lautaro Martinez, Bastoni, Skriniar) dovrà essere ceduto al miglior offerente. Ogni situazione fa storia a sé, la fine di Perisic era scontata fin dall'acquisto di Gosens, ma questo non toglie che anche a questo giro l'Inter stia perdendo i suoi migliori giocatori. 

Come sarà l'Atalanta di Tony D'Amico? Aver perso Giovanni Sartori è per il club di Pagliuca-Percassi è un colpo paragonabile a quello di una eventuale perdita di Gasperini, ma l'allenatore pur perplesso per i programmi futuri difficilmente abbandonerà il club visto che Sartori se n'è andato proprio a causa dei rapporti con lui. D'Amico è il tipo di direttore sportivo più portato alla scoperta di talenti che alla gestione della prima squadra, al Verona lo ha ampiamente dimostrato, quindi in teoria con Gasperini dovrebbe funzionare. Ecco, per far partire il mercato dell'Atalanta mancano ancora parole forti dell'allenatore. 

Impossibile parlare del Nottingham Forest, appena promosso in Premier League, senza la retorica sui bei tempi andati e su una neopromossa nella massima categoria capace a fine anni Settanta di vincere in sequenza il titolo nazionale e due Coppe dei Campioni. Una cosa pazzesca anche con i parametri dell'epoca, figurarsi con quelli di oggi. Anche i soli soldi 'automatici' della Premier League daranno al Forest un budget che in Italia sarebbe inferiore soltanto a quello della Juventus. Più facile strapagare i nuovi Shilton e Trevor Francis, per non dire Brian Clough, che arrivare nelle prime quattro in Premier League. Le cui corazzate possono essere battute dal Real Madrid o anche daìlle italiane della situazione, in partite singole, ma con una classe media che non potrà mai essere raggiunta. Poi tutti vogliono fare Moneyball, ma fuori dall'orticello nazionale non funziona. 

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