Giornale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912

Mourinho in Coppa delle Coppe© AS Roma via Getty Images

Mourinho in Coppa delle Coppe

La Roma da Conference League, la quinta impresa di Nicola e la Serie B durante il Mondiale.

Redazione

6 maggio

  • Link copiato

José Mourinho ha già vinto la sua quinta coppa europea, dopo le Champions League con Porto e Inter, la UEFA con il Porto e l’Europa League con il Manchester United. L’ha vinta prima di giocarsi la finale di Tirana con il Feyenoord, fra meno di tre settimane, perché è riuscito a trasformare l’insulsa Conference League in qualcosa di vero e importante, almeno per i tifosi della Roma la cui ultima finale europea risaliva al 1991, con Ottavio Bianchi allenatore, Coppa UEFA persa contro l’Inter di Trapattoni. Una coppa a prima vista senza senso, la Conference League, nata l’anno scorso e a rischio di abolizione nel 2024, che però è stata giocata sul serio dalla squadra giallorossa e da tante altre, generando un entusiasmo che nessuno si aspettava: quello dell’Olimpico, non soltanto in occasione della semifinale con il Leicester City, è figlio di Mourinho, ma in generale si può dire che il ritorno a tre coppe, come era fino al 1999 con l’uccisione della Coppa delle Coppe, ha dato speranza di alzare un trofeo a molte squadre, praticamente a tutte quelle diverse dalla decina di corazzate che puntano alla vittoria in Champions.  

Se Nicola allenasse il Real Madrid sarebbe in finale di Champions League contro il Liverpool? Ce lo domandiamo perché ciò che ha fatto con la Salernitana vale in proporzione più di quanto ha fatto Ancelotti, che comunque guidava una delle favorite: a metà febbraio ha preso in mano una squadra spacciata, che nemmeno la rivoluzione di Iervolino e Sabatini aveva rivitalizzato, e l’ha portata al quartultimo posto dopo la vittoria di ieri sul Venezia. Adesso la Salernitana ha il proprio destino in mano senza dipendere da altri: le basterà non perdere contro il Cagliari adesso dietro di un punto, e poi non suicidarsi contro Empoli e Udinese in versione da fine stagione. Quella con la Salernitana potrebbe essere la quinta salvezza consecutiva in Serie A da subentrante, dopo quelle con Crotone (al posto di Juric), Udinese (Velazquez), Genoa (Thiago Motta) e Torino (Giampaolo). Forse a 49 anni questo allenatore, fuori dal giro dei presunti predestinati e dei sicuri raccomandati,  meriterebbe qualcuno che creda in lui già da luglio.

La Serie B non si fermerà durante i Mondiali in Qatar, in attesa di sapere come la Serie A, che invece si interromperà, gestirà i superstiti (a partire dagli italiani, ovviamente). Ma quanti sarebbero i giocatori della Serie B 2022-23 impegnati al Mondiale? Possibile soltanto una stima, non essendo state fatte le convocazioni e non conoscendo i nomi di promosse retrocesse, al di là del calciomercato. Se il Mondiale si giocasse domani la Serie B dovrebbe fare a meno di Glik e forse, visto che il Perù deve giocare lo spareggio, di Lapadula. Con tutto il rispetto per il Benevento fermarsi sarebbe assurdo, renderebbe ancora peggiore il lutto per il secondo fallimento azzurro consecutivo.

Condividi

  • Link copiato

Commenti

Leggi Guerin Sportivo
su tutti i tuoi dispositivi