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Le difese di Guardiola e Ancelotti© Getty Images

Le difese di Guardiola e Ancelotti

I consumatori di Manchester City-Real Madrid, i Mondiali di Chiellini, l'indice del fallimento e gli 80 anni di Cecchi Gori.

Stefano Olivari

27 aprile

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La vittoria del calcio o dell’anticalcio? L’andata di Manchester City-Real Madrid si presta alla perfezione sia all’esaltazione del modello Playstation sia al rimpianto dei bei tempi andati, al di là dell’analisi di una partita che la squadra di Guardiola avrebbe potuto e dovuto vincere 8-2 invece di 4-3. Detto che lo stesso City è uscito da due partite da vecchi tempi contro l’Atletico di Simeone, è evidente la direzione presa dal calcio di vertice, che ai tifosi per così dire ‘di una volta’ sta cercando di aggiungere consumatori e gente che vede il calcio come uno spettacolo. Certo due difese imbarazzanti, sia a livello di valori individuali sia di squadra, roba da far maledire la propria data di nascita da parte degli ex attaccanti cinquantenni. Guardiola e Ancelotti sono stati campioni in un calcio ben diverso, ma sapersi riciclare è anche un pregio.

Giorgio Chiellini chiuderà la sua carriera in Nazionale il primo di giugno contro l'Argentina a Wembley, cioè nello stadio in cui ha vinto il suo trofeo più importante prima delle amarezze degli ultimi mesi, anche se nel fallimento mondiale lui ha zero colpe visto che con Svizzera e Irlanda del Nord era fuori per infortunio, e che con la Macedonia ha giocato pochi secondi. Una carriera azzurra che all’Europeo vinto con Mancini avrebbe potuto aggiungere il Mondiale del 2006 con Lippi, che lo aveva fatto esordire appena ventenne nel 2004, quando ancora giocava nella Fiorentina. Perché allora non lo convocò per il Mondiale in Germania? Scelta tecnica, spiegò lo stesso Lippi, in quel periodo sotto pressione perché accusato di dare una corsia preferenziale ai giocatori assistiti dalla GEA, la società che faceva capo ad Alessandro Moggi e con cui collaborava anche il figlio di Lippi, Davide, che curava gli interessi anche di Chiellini. L’allora giovane difensore sarebbe stato comunque in panchina, quindi il c.t. scelse di evitare polemiche. Così i Mondiali di Chiellini rimarranno quelli tremendi del 2010 con Lippi e del 2014 con Prandelli, con l’Italia che comunque si era qualificata.

L’indice di liquidità dello 0,5, stabilito dalla FIGC per iscriversi al campionato di Serie A (0,7 per B e C), è solo in apparenza un argomento tecnico, solo per commercialisti. Perché la sostanza è che le attività di un club (quindi tutti i crediti a 12 mesi) dovranno essere almeno la metà delle passività (i debiti a 12 mesi, ad esempio). Già con lo 0,5 mezza Serie A non sarebbe in regola, ma il punto è che lo stesso 0,5 è l’ufficializzazione di una situazione pre-fallimentare. Quanto si può andare avanti spendendo il doppio di quello che si incassa? E questi sarebbero quelli in regola… Facile pensare ad almeno tre o quattrio club che passeranno di mano.

Vittorio Cecchi Gori compie oggi 80 anni, la sua grande storia nel cinema e quella meno grande nel calcio sono state scritte mille volte e non staremo a ripeterle, anche se le accuse che ogni tanto lancia contro il sistema che l’avrebbe fatto fuori sono sempre prive dei nomi dei mandanti. Certo è che l’ultima Fiorentina che abbia vinto qualcosa (la Coppa Italia 2001, con allenatore un giovane Mancini) è la sua, così come è sua l’ultima Fiorentina che almeno per metà campionato abbia davvero lottato per lo scudetto: quella 1998-99 allenata da Trapattoni e che nel girone di andata ebbe il miglior Batistuta di sempre, prima che i problemi fisici dell’argentino e le bizze di Edmundo portassero 'soltanto' al terzo posto e alla Champions League.

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