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Lautaro Martinez per il finale© Inter via Getty Images

Lautaro Martinez per il finale

L'Inter si è qualificata per la finale di Coppa Italia vincendo 3-0 il derby e ritrovando un attaccante sempre messo in discussione... 

Stefano Olivari

20 aprile

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Simone Inzaghi avrebbe scambiato la vittoria nella semifinale di ritorno di Coppa Italia con quella nel derby di campionato del 5 febbraio, inizio di gran parte dei problemi della stagione dell’Inter, ma il calcio è anche episodi: si possono perdere partite dominate fino a un quarto d’ora dalla fine, come quella risolta da Giroud, e si può portare a casa un 3-0 in una in cui si è rischiato molto, viste le occasioni avute dal Milan sull’1-0 ma anche sul 2-0.

Ma questo è ormai il passato, come l'apparizione a San Siro di Adriano e la notazione storica che i neroazzurri mancavano dalla finale di Coppa Italia da 11 anni, cioè da quando la squadra allenata da Leonardo, molti simile a quella del Triplete dell’anno prima, la vinse battendo il Palermo di Ilicic e Pastore. In quel Palermo guidato da Delio Rossi faceva panchina Matteo Darmian, mentre in campo per l’Inter c’era un Ranocchia da poco arrivato dal Genoa.

Sembra di parlare di mezzo secolo fa, quindi torniamo al presente e ad un Simone Inzaghi che avrebbe già fatto meglio di Conte anche senza vincere scudetto e Coppa Italia. Certo per lo scudetto il suo anno è questo, così come per Pioli e Spalletti, dalla prossima stagione nel calcio italiano cambieranno troppe cose (non ultima la proprietà del Milan) per poter fare previsioni. Inzaghi ha ritrovato Lautaro Martinez, unico davvero in forma dei cinque attaccanti a sua disposizione, e con i valori così vicini la cara vecchia punta che segna fa tutta la differenza del mondo, come si è visto nel Napoli appena Osimhen ha disputato una partita normale.

Quanto a Pioli, è stato per una volta tradito da Kalulu e Tomori e non ha trovato i lampi di Rafael Leao, senza contare il nervosismo di Tonali e gli episodi, che in uno sport diverso dalla ginnastica contano: il pazzesco salvataggio di Perisic su Kessie, poco prima del raddoppio di Lautaro Martinez, e l’annullamento del gol di Bennacer sullo 0-2, quantomeno discutibile, con una partita che almeno emotivamente si sarebbe riaperta. Con uno scudetto ancora in palio il futuro è comunque già cominciato, visto che sembra interesse di tutti vendere il Milan ad Investcorp ed avere un progetto che vada al di là della squadra costruita alla Moneyball. Gli attuali dirigenti e allenatori hanno il phisique du rôle per un club da Champions League con ambizioni? Meriterebbero almeno una chance, per quanto mostrato finora.

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