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Real Madrid v Paris Saint-Germain: Round Of Sixteen Leg Two - UEFA Champions League

MADRID, SPAIN - MARCH 09: Carlo Ancelotti, Head Coach of Real Madrid acknowledges the fans following their side's victory in the UEFA Champions League Round Of Sixteen Leg Two match between Real Madrid and Paris Saint-Germain at Estadio Santiago Bernabeu on March 09, 2022 in Madrid, Spain. (Photo by Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images)© Getty Images

La coppa di Ancelotti e Benzema

L'impresa del Real Madrid, l'Italia dell'Adidas e la data di Bologna-Inter...

10 marzo 2022

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Non c’era bisogno di arrivare al 9 marzo 2022 per scoprire il feeling fra Carlo Ancelotti e la Champions League, ma certo la partita vinta contro il PSG è di quelle che rimarranno nella memoria anche di chi è abituato a vincere, come Ancelotti e a maggior ragione il Real Madrid. Prima di tutto perché è arrivata contro il grande rivale politico sportivo, quel PSG che si era sfilato dal progetto Superlega di Perez e Agnelli, per poi diventare il principale sponsor di Ceferin oltre che improbabile riferimento di un calcio basato sul diritto sportivo e non sui soldi: la squadra che paga gli stipendi di Mbppé, Neymar, Messi… Questo 3-1 con qualificazione sarà ricordato anche perché nella sostanza immeritato, dopo che il Real era stato preso a pallate a Parigi, resistendo all’italiana, e a Madrid era stato inferiore agli avversari (con un grandissimo Verratti) per un’ora, prima che l’errore di Donnarumma sul pressing regalasse a Benzema il primo dei suoi tre memorabili gol. Il più bello è stato ovviamente il secondo, con azione ed assist leggendari di Modric, ma anche il terzo è stato da super-centravanti, non da uno che fino ai suoi 31 anni, cioè fino alla partenza di Cristiano Ronaldo per la Juventus, era considerato e forse anche si considerava un gregario di lusso. Di sicuro il pubblico del Real Madrid è impazzito come in poche altre occasioni è accaduto, ed era un ottavo di finale.

L’Italia vestirà Adidas a partire dal 2023, cioè dopo la scadenza dell’attuale contratto in essere con la Puma. Non è soltanto una questione di soldi, anche se è evidente che l’azienda tedesca ha offerto di più, ma anche di status: nazionali Adidas sono la Germania, l’Argentina, la Spagna, il Belgio. Nazionali Nike sono invece Brasile, Inghilterra, Olanda e Francia, limitando il discorso alle squadre che dal punto di vista politico e sportivo possono vincere un Mondiale. Ma la squadra Adidas per eccellenza è la FIFA, di cui l’azienda è sponsor da oltre mezzo secolo, senza contare l’importanza che ebbe Horst Dassler (il figlio del fondatore Adolf) nella struttura della FIFA come la conosciamo oggi, nel bene e nel male. Una dietrologia accademica, visto che gli azzurri giocheranno il Mondiale in Qatar nella scuderia della ‘cugina’ (fu fondata dal fratello di Adolf Dassler, Rudolf) Puma, ovviamente se si qualificheranno. Ma per il futuro una buona mossa. Interessante è comunque la storia dello sponsor tecnico della Nazionale, argomento di cui si parla dal Mondiale 1974, quando lo sponsor era… l’Adidas. Però senza logo, se non sui calzettoni, e visti gli usi dell’epoca anche senza soldi versati alla FIGC. Con la federazione contenta di ricevere gratis l’abbigliamento di gioco. Decisamente altri tempi…  Il rapporto con l’Adidas proseguì nel 1978, mentre al Mondiale 1982 l’Italia di Bearzot utilizzava materiale di le Coq Sportif, azienda che era controllata dall’Adidas e che fu alla base di uno scandalo per pagamenti in nero agli azzurri. Poi Diadora, Nike, Kappa e dal 2003 appunto la Puma, con il cui logo la squadra di Lippi conquistò nel 2006 il quarto Mondiale azzurro, oltre ovviamente all’Europeo dell’anno scorso con Mancini in panchina.

Quando si gioca Bologna-Inter? Nessuno sa bene quando potremo finirla di citare la classifica della Serie A con l’asterisco di questa partita da recuperare, si possono fare soltanto congetture basate sulla solerzia dei magistrati sportivi. Non essendo il Bologna in corsa per niente, è un problema che appassiona chi sta lottando per lo scudetto: Milan, Napoli e la stessa Inter, dove magari qualcuno dà per scontati 3 punti che scontati non sono, visto che il campionato è pieno di squadre medie senza obbiettivi e dalla grinta variabile. L’Inter ha tempo ancora due settimane per presentare il ricorso contro l’Appello che ha dato ragione al Bologna (in sostanza: la partita va rigiocata, il Bologna non scese in campo per motivi di forza maggiore), poi non ci sono certezze sui tempi della sentenza del Collegio di garanzia del CONI. Ma anche ipotizzando grande velocità la prima data utile sarebbe quella del 27 o 28 aprile, fra la domenica teorica di Inter-Roma e quella altrettanto teorica di Udinese-Inter, quindi con quattro giornate ancora da giocare. Tutti discorsi che scomparirebbero, con playoff giocati faccia a faccia.

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