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Insigne e il Napoli senza napoletani© LAPRESSE

Insigne e il Napoli senza napoletani

La storia fra il club di De Laurentiis ed il suo capitano è forse avviata verso la fine, confermando il luogo comune sui profeti in patria. Che in questa città sembra addirittura più forte...

Stefano Olivari

29 dicembre

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La storia fra Lorenzo Insigne ed il Napoli è finita? Difficile dirlo in questo momento, al di là del contratto in scadenza, delle offerte da Toronto e soprattito del grande freddo con De Laurentiis. Certo è che il trentenne capitano del Napoli, nonché campione d'Europa con la Nazionale di Mancini, è stato uno dei pochi napoletani ad avere fatto grandi cose nella squadra della sua città, nonostante Napoli e provincia sia nella storia sia nel presente abbiano prodotto una quantità notevolissima di calciatori di alto livello.

Difficile stilare un elenco indiscutibile, perché a volte chi è nato nel napoletano è cresciuto altrove, o viceversa, ma rimanendo sull'attualità oltre a Insigne è facile citare Donnarumma, Immobile, Quagliarella, Criscito, D'Ambrosio, Izzo, Mandragora, Mirante, Verde e Acampora. Andando solo un po' più indietro, senza arrivare a Bruscolotti o al grande Antonio Juliano, impossibile non pensare a Montella, Di Natale, Ferrara, i fratelli Cannavaro, Taglialatela...

Siccome in pochi sono profeti in patria, soprattutto nel calcio italiano e questo al di là della sentenza Bosman, è scontato notare la rarità di uno come Insigne. Ma fa ancora più impressione notare che dei giocatori napoletani in attività quasi nessuno sia transitato dal settore giovanile del Napoli. Non l'ha fatto Donnarumma, non l'ha fatto Immobile, non l'ha fatto Quagliarella, non l'ha fatto Criscito, non l'ha fatto Mandragora, non l'ha fatto D'Ambrosio. Va bene non giocare in Serie A con la maglia del Napoli, perché a volte la carriera dipende dalle opportunità del momento, ma come è possibile che calciatori che hanno poi giocato in Nazionale non siano stati ritenuti degni del settore giovanile del Napoli? O magari non ci sono voluti andare loro...

Lo stesso Insigne, che nel Napoli ci è entrato a 15 anni, non ci sarebbe mai tornato se non avesse incontrato sulla sua strada Zeman, prima al Foggia e poi al Pescara. Per questo la sua partenza sarebbe una sconfitta un po' per tutti. Sarebbe la partenza di un modello per tanti ragazzi che a Napoli e provincia cominciano a giocare al calcio, di uno in cui la gente si possa identificare e che nell'ultimo decennio ha dato tanto. Dietro al tiro a giro c'è di più.

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