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Milan-Napoli 0-1, Inter campione d'inverno© Getty Images

Milan-Napoli 0-1, Inter campione d'inverno

Il punto sul calcio italiano dopo Milan-Napoli, Bologna-Juventus, Atalanta-Roma e Cagliari-Udinese...

Stefano Olivari

19 dicembre

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Milan e Napoli hanno giocato a San Siro una buona partita, buona soprattutto per l'Inter perché la vittoria della squadra di Spalletti dà all'Inter un vantaggio di 4 punti sulle seconde, appunto Napoli e Milan, ed il platonico titolo di campione d'inverno con una giornata di anticipo. In circa il 65% dei casi poi è scudetto, ma il calcio non è una scienza esatta e lo stesso Milan di Pioli l'anno scorso era campione d'inverno.

Tornando alla partita, bisgna dire che le formazioni sono state condizionate dai troppi infortuni, ma almeno nel caso di quelli muscolari gli infortuni non sono un'alibi ma una colpa dello staff tecnico (e magari anche dei giocatori), ragionando sui grandi numeri. Impossibile comunque confrontare queste squadre alle loro versioni di un mese fa: si pensi soltanto alla difesa del Milan, senza tre titolari su quattro, o all'attacco del Napoli con Petagna titolare. Partita equilibrata ma indirizzata dal colpo di testa di Elmas su cross di Zielinski, il migliore in campo (come se fosse una novità). Molto meglio i rossoneri nella parte finale, di pura voglia, con l'1-1 di Kessie annullato in omaggio alla discutibile linea arbitrale inaugurata in Atalanta-Roma. Nel Milan bene la difesa, Ibrahimovic sempre il più pericoloso davanti, male Kessie e Tonali, un po' in ritardo Pioli sui cambi, che poi effettivamente la partita l'hanno un po' cambiata. Napoli più compatto, con la vittoria di San Siro che può essere attribuita sì a Zielinski ed Elmas, ma anche a Rrhamani e Juan Jesus, precisi in tante situazioni di confusione. Due squadre comunque vive, per quanto in netto calo, con il Milan che al mercato di gennaio dovrà chiedere più del Napoli. 

La vittoria di sabato a Bologna non entrerà nella storia della Juventus ma conferma che Allegri ha trovato una stabilità difensiva, due soli gol subiti nelle ultime sette partite di campionato, su cui si può costruire il resto. Molto bene De Ligt, anche come personalità, Cuadrado e Bernardeschi, sempre più un caso è invece Kean, che giochi da punta pura o come a Bologna da esterno nel 4-3-3. Allegri è adesso a 5 punti dalla zona Champions, mentre Mihajlovic grazie al buon inizio di stagione è già senza obbiettivi a girone di andata non ancora concluso: il suo Bologna ha mostrato un buon possesso palla, ma nessuna capacità di reazione. Arnautovic con più qualità di Barrow, ma pericoli per Szczesny zero: in rapporto agli obbiettivi i rossoblu non sono una squadra migliorabile spendendo soldi che fra l'altro non ci sono, mentre la Juventus sì.   

Magari la vittoria di Bergamo fra qualche anno sarà ricordata come la nascita della Roma di Mourinho, magari no perché nel calcio i progetti esistono quasi sempre soltanto a parole. Certo è che contro l'Atalanta per la prima volta in questa stagione la squadra giallorossa ha battuto una grande, con l’eccezione dello 0-0 con il Napoli aveva sempre perso, e che al di là del risultato, figlio anche delle situazioni (l’Atalanta ha sfiorato il 2-2, anzi l’aveva segnato e l’annullamento da parte di Irrati ha fatto esplodere Gasperini), è sembrata dello stesso livello di un’Atalanta sempre organizzatissima anche se con un motore un po' calato. Uscendo dall’ultima impressione dell’ultima partita, schiavitù di noi tutti, la squadra di Gasperini rimane di un altro livello e l’uscita dalla Champions, unita a qualche giorno di vacanza da giovedì, non potrà che farle bene.

Dopo la disfatta casalinga del Cagliari contro l’Udinese ci sono da fare alcune domande. La prima: chi è il procuratore di Gerard Deulofeu? Si chiama Alberto Botines e forse nemmeno lui sa spiegare come mai un giocatore di questo talento nato e per gran parte della carriera controllato dal Barcellona, a quasi 28 anni giochi nell’Udinese. Eppure lo si è visto anche con Everton, Siviglia, Milan e Watford, oltre che con la casa madre. Discontinuo, certo, ma nel calcio delle cinque sostituzioni uno così dovrebbe stare in una squadra che punti alla Champions. Seconda domanda: quanto durerà Walter Mazzarri su questa panchina? Il suo Cagliari ha vinto soltanto 2 partite su 16, con la Sampdoria due mesi fa e in Coppa Italia con il Cittadella, è una squadra mal costruita (non da lui, peraltro) ma non ha una rosa da B. Terza domanda: Gabriele Cioffi è il nuovo Gotti?

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