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Il saluto a Eriksen© Inter via Getty Images

Il saluto a Eriksen

Il punto sulla Serie A dopo Lazio-Genoa 3-1 e Salernitana-Inter 0-5...

Stefano Olivari

18 dicembre

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L’Inter ha passeggiato con la Salernitana, conservando il primato in classifica e gestendosi anche: difficile dire qualcosa di nuovo sulla squadra di Simone Inzaghi, se non che Dumfries all’Arechi ha giocato la sua miglior partita da quando è in nerazzurro. Calhanoglu prosegue nel suo momento magico, al di là della sua abilità di kicker, e Inzaghi ha fatto capire abbastanza chiaramente che quando Brozovic non sarà disponibile il playmaker sarà il turco, non Sensi.

È stato anche il giorno dell'addio ufficiale a Christian Eriksen, con la risoluzione del contratto dopo la definitiva non idoneità agonistica per l'Italia. Arrivato nel gennaio 2020 con lo status di stella, il danese aveva fatto fatica ad integrarsi nell'Inter ma poi Conte era riuscito ad entrargli nella testa e a renderlo una parte importante dello scudetto della scorsa stagione. Poi il dramma del 12 giugno, a Euro 2020, ha cambiato tutto ma certo non il rispetto che Eriksen si era guadagnato presso compagni e avversari. La sua vita per fortuna non è finita, e forse nemmeno la sua carriera. 

Quanto alla Salernitana, ha iniziato male il suo nuovo campionato, cioè quello iniziato dopo il voto della Lega contro la sua esclusione dalla serie A: perdere un pezzo per strada sarebbe una figuraccia mondiale, ma ovviamente l’ultima parola, con il 31 dicembre vicino, spetta alla FIGC. Significativo che una parte significativa della tifoseria auspichi invece la mano pesante di Gravina, pur di liberarsi di Lotito. Ma parlando di calcio, con qualsiasi assetto societario questa squadra avrebbe zero possibilità di salvarsi dalla retrocessione.

Meglio a Lotito è andata all'Olimpico, per quanto disertato dai tifosi della Lazio. Di base il Genoa non ha una rosa da Serie B, ma sta giocando come se ce l’avesse: a parte il gol di Melegoni nel finale, la squadra di Shevhcenko all’Olimpico non ha combinato letteralmente niente, assistendo allo show di Pedro e alla prova di una Lazio senza Immobile, con Felipe Anderson falso nueve e Zaccagni sempre più convincente. Benissimo Luis Alberto, non proprio il preferito del tecnico, nella mezzora in cui ha giocato. Una vittoria che a Sarri serviva, dopo una settimana di tensioni, ma che sul futuro dice poco: il rinnovo del contratto, senza un rinnovamento della rosa, avrebbe un valore soltanto a livello di immagine.

Il Genoa è stato ordinato, come del resto sempre nella gestione Shevchenko, aspettando la fine del 2021 che avverrà con l’Atalanta. L’ex allenatore dell’Ucraina ha avuto un calendario terribile, strappando soltanto un pari con l’Udinese e una vittoria in Coppa Italia con la Salernitana, ma da gennaio lui e la nuova proprietà dovranno mostrare la loro cilindrata.

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