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Zero tiri per Shevchenko© LAPRESSE

Zero tiri per Shevchenko

Il punto sulla Serie A dopo le partite della domenica: Juventus-Genoa, Sampdoria-Lazio, Venezia-Verona, Bologna-Fiorentina e Spezia-Sassuolo...

Stefano Olivari

6 dicembre

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La Juventus si sta riprendendo, al di là delle quattro vittorie nelle ultime cinque partite di campionato? Forse sì, anche se il quarto posto rimane a 7 punti distanza ed il concreto Allegri per questa stagione non sogna nulla di più di un piazzamento da Champions, oltre a fare strada nella Champions League propriamente detta. Ma certo è che il Genoa battuto ieri soltanto per 2-0, e diciamo ‘soltanto’ perché i tiri totali sono stati 27 a 0, non sembra una squadra di Serie A e che nessun tifoso della Juventus sta facendo caroselli per le strade, al di là della vicenda plusvalenze.

Le tante assenze giustificano la sconfitta della squadra di Shevhcenko, ma non certo la sua assenza dal campo, fatta eccezione per un Sirigu che dopo il gol olimpico di Cuadrado ha parato di tutto e di più. Con presidente Preziosi saremmo già a parlare di ritorno di Ballardini, adesso insieme a Zangrillo ci limitiamo ad osservare il calendario in campionato: derby con la Sampdoria anche lei in difficoltà ma con più qualità, Lazio e Atalanta prima di Natale. Sassuolo per iniziare il 2022. Contratto a parte, quello di Shevchenko dev’essere davvero un progetto a lungo termine perché nel breve c’è la retrocessione.

La migliore Lazio, nel primo tempo con la Sampdoria, ed il migliore Immobile hanno tolto un po’ di pressione a Maurizio Sarri, che nei fatti ha ammesso di essersi sbagliato con Strakosha, riproponendolo titolare dopo qualche mese di disastri di Reina, e con Felipe Anderson, collocato in panchina per dare la giusta fiducia a Zaccagni. L’assedio finale della Sampdoria, dove D’Aversa sta rischiando, dice che la Lazio non è guarita, ma adesso il calendario le permette di risalire un po’: il rischio di una stagione già adesso senza grandi obbiettivi è comunque concretissimo. Ci fossero grandi prospetti sarebbero mesi ottimi per impostare il futuro. 

Il Venezia di Zanetti è la classica squadra che riceve più complimenti dai media che dai suoi tifosi, ma con il suicidio contro il Verona, dopo essere stato in vantaggio 3-0 e sfiorato il quarto gol, si è superato. Però, e va detto adesso, fra le candidate alla retrocessione (solo la Salernitana per valore dei singoli è inferiore) il Venezia è quella che gioca meglio e potrebbe anche scamparla. Fra quelle che sognano l’Europa League il calcio migliore è quello della Fiorentina di Italiano, passata a Bologna, mentre il Sassuolo con il pareggio a La Spezia è rimasto nel suo limbo di buona gestione, plusvalenze (vere) e di occasioni perse senza che la cosa importi a qualcuno.

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