Calcio

Locatelli con la fiducia

© LAPRESSE

Il centrocampista azzurro ha segnato due gol nel successo dell'Italia contro la Svizzera e fatto venire un pensiero: chissà quanti talenti come lui si perdono per strada, senza un Sassuolo e un De Zerbi che li valorizzino...

Manuel Locatelli è stato il migliore in campo nella grande partita dell'Italia di Mancini contro la Svizzera, con due gol che per un centrocampista con le sue caratteristiche sono un record, in situazioni di questa importanza. Ma al di là delle statistiche, Locatelli era alla dodicesima presenza con la maglia della nazionale maggiore, la storia di Locatelli è importante perché è la storia di un ragazzo che dopo un grande inizio con il Milan (a livello giovanile nel suo passato anche un po' di Atalanta) sembrava essersi attestato su livelli più bassi. Solo l'ambiente del Sassuolo e di pochi altri clubn italiani avrebbero potuto recuperarlo ad altissimo livello.

Nel giro della prima squadra già a 18 anni, l'occasione di mettersi in mostra nel calcio che conta gli arrivò dall'infortunio di Montolivo (in Nazionale, dopo uno scontro con Sergio Ramos), unita alla fiducia di Montella. E il suo gol alla Juventus rimane uno dei pochi lampi rossoneri in quel periodo finale di Berlusconi presidente, senza dimenticare la Supercoppa vinta da titolare sempre contro la Juventus. Ma perché il Milan, anche quel Milan ridimensionato, dopo quella prima stagione non puntò più su Locatelli e nel 2018 addirittura lo cedette al Sassuolo da ventenne? Per la ragione più ovvia, visto che in campo si va sempre in undici: nell'estate 2017, quella del cambio di proprietà e dell'arrivo di Yonghong Li, venne preso un altro nel suo ruolo, cioè Lucas Biglia, argentino di 12 anni più vecchio e considerato da Fassone e Mirabelli già 'pronto'. Così dopo un inizio da riserva con Montella, la situazione non migliorò con Gattuso.

Altro cambio di proprietà con arrivo di Elliott ed altro cambio dirigenziale, con pieni poteri a Leonardo (sembra preistoria ma era il 2018...). Che non considerò strategico puntare su Locatelli, che rimaneva comunque un giocatore di prospettiva, e lo vendette al Sassuolo (la formula era quella del prestito con obbligo di riscatto, per complessivi 16 milioni di euro, ma la sostanza era quella della cessione) che come allenatore aveva appena ingaggiato De Zerbi, il quale era reduce a sua volta da una retrocessione in Eccellenza (!), da due esoneri (Foggia e Palermo) e da un'altra retrocessione con il Benevento. Questo per dire che il talento a volte ha bisogno di tempo per venire fuori. Quello di Manuel Locatelli in fondo non ne ha nemmeno avuto biusogno troppo, visto che a 23 anni è una delle stelle dell'Europeo. Grazie a De Zerbi, a Mancini e a sé stesso.